Al Museo va in scena la filosofia Azioni e emozioni per gli studenti Unito

0
1.040 Numero visite

La stagione estiva prevede anche “Lieto Fingo”, dedicato ai più piccoli, e una serie di incontri per chi si occupa di rendere le opere d’arti accessibili a chi non vede e a chi non sente

di FEDERICO CALLEGARO

092004036-693ac192-e8f0-4f4e-abf0-376b1160833cIl rapporto tra filosofia e arte contemporanea costituisce una relazione ineludibile per chiunque voglia affrontare i temi discussi dall’Estetica. Ed è proprio nella direzione di formare giovani studiosi di discipline filosofiche e artistiche su argomenti lungamente dibattuti che il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, insieme al LabOnt (centro ricerca di Ontologia di Unito, diretto dal professore Maurizio Ferraris) ha dato vita a una serie di seminari dal titolo “Dialoghi di Estetica III  –  L’arte tra emozioni e Azioni”. Il ciclo di incontri, che si terrà nel Castello, sede del Museo di Arte Contemporanea, durerà dal 20 al 22 giugno e vedrà trenta studenti selezionati dividersi tra mattine di seminari e pomeriggi di conferenze tenute da studiosi di rilievo internazionale come la curatrice Anna Detheridge e il filosofo Andrea Pinotti.

Ma l’estate tra le opere del museo non è un’esclusiva degli studenti universitari: dal 17 al 21 giugno, infatti, apre i battenti “Lieto Fingo”. L’iniziativa,  a cura della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, vuole, attraverso un percorso sviluppato tra racconti e fiabe, promuovere nei bambini il senso critico, facendo loro percorrere la molteplicità di sfumature che compone sempre, a vario titolo, la “finzione”.

Gli incontri di formazione arrivano anche a arricchire l’esperienza di quegli operatori che, lavorando nel campo della divulgazione artistica, desiderano rendere accessibili gli spazi espositivi a ipovedenti e non udenti. Venerdì 28 giugno dalle 9 e 30 con l’incontro “Il Museo palestra dell’accessibilità”, a cura del Dipartimento Educazione e della Consulta Persone in Difficoltà, andranno in scena, grazie a una serie di workshop, soluzioni alternative per rendere universale il linguaggio delle arti figurative. L’intenzione del Museo di Rivoli, quindi, è quella di fondere formazione e specializzazione per superare il problema di quei “filosofi superficiali” che, come affermava Il viennese Karl Popper, “sono la rovina dell’arte”.

http://torino.repubblica.it

Newsletter