Firenze: Va alle Poste per pagare l’Imu, allontanato perché è sordo

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Incredibile storia nella periferia di Firenze. Un 40enne denuncia a un quotidiano locale la propria disavventura: l’impiegato prima ignora le richieste d’aiuto dell’uomo, che chiedeva solo di scandire bene le parole, poi gli intima di farsi da parte e non lo considera più. Partito anche il reclamo ufficiale.
Alle Poste, però, per adesso sono tutti muti

Marco Gargini

13104847_NEWPRESS_201939-300x200FIRENZE – Voleva pagare l’Imu, ma gli è stato impedito dall’operatore. È successo ieri mattina all’ufficio postale Firenze 26 situato alla periferia Nord della città gigliata. Un uomo di 40 anni di Scandicci, non udente, si è presentato alla posta per poter pagare la prima rata dell’Imposta municipale unica, ma, per alcune incomprensioni con l’operatore, sarebbe stato accantonato da una parte per poi desistere dal proprio intento.

LA LETTERA – Lo ha denunciato lo stesso signore scandiccese al quotidiano online locale Gonews, attraverso una missiva inviata alla redazione della testata dell’Empolese Valdelsa. “Erano le 10 circa – spiega nella lettera – e una volta giunto il mio turno mi sono avvicinato allo sportello. Separato dall’esterno con una vetrata. Dovevo eseguire l’operazione del pagamento relativo alla tassa Imu. Di solito se un soggetto che mi sta davanti sa scandire bene le parole e se io riesco a leggergli bene i movimenti delle labbra sono in grado di comprendere ciò che mi viene detto. In quei casi io non avrei l’esigenza di chiedere di parlare piano, come invece ho dovuto fare questa volta di fronte all’operatore delle Poste. Alla persona ho spiegato anche che essendo sordo non è per niente detto che possa riuscire a percepire il suono della voce. Sfortunatamente ieri mattina mi è capitato di trovarmi l’addetto che, nonostante la mia richiesta di scandire le parole, continuava a parlare velocemente senza esporsi mai di fronte, ovvero voltare semplicemente la testa verso di me. In pratica negandomi la vista delle sue labbra non riuscivo a percepire tutto e alla fine impazientito mi ha messo da parte facendo passare avanti altre persone. Inizialmente pensavo che mi avrebbe richiamato per continuare l’operazione e invece ha continuato a far passare altre persone ancora. Alla fine il pagamento della mia Imu non c’è stato. Io me ne sono andato, ma ho anche provveduto subito a scrivere un reclamo, compilato con tutti i miei dati, e spedito direttamente alla sede centrale delle Poste Italiane”. L’aver scritto la lettera, però, non è una vendetta da parte del quarantenne che non chiede la testa dell’operatore, bensì “di formare il personale all’interno delle Poste Italiane, ma non solo, anche in altri uffici al pubblico, affinché sappia come trattare con i sordi”.

LA (NON) REPLICA DELLE POSTE – Resta il fatto che, quella vissuta ieri, è una scena ben poco edificante. Un comportamento, quello dell’addetto, che è assolutamente deplorevole e da condannare con fermezza. Una condotta assurda e che suscita molta rabbia soprattutto perché giunta da un lavoratore, che dovrebbe sapere come stare al pubblico, ai danni di una persona con un grave handicap, la quale chiedeva soltanto un minimo di comprensione. Contattato direttamente da ilVostro l’ufficio Firenze 26 per sentire l’altra campana, il dirigente rispondeva di rivolgersi all’ufficio stampa delle Poste centrali di Firenze. Chiamato il centralino, un’operatrice, stranita dalla richiesta di parlare con l’ufficio stampa, dirottava la chiamata verso una linea che squillava a vuoto. Armato di sana pazienza, ilVostroha cercato di contattare l’ufficio stampa nazionale di Roma per poter avere delucidazioni, ma anche qui il telefono squillava a vuoto. Peccato, perché sarebbe stato interessante sapere come mai a una persona con un handicap invisibile, ma certificato, sia stata fatta pesare la propria diversità, soprattutto in un luogo pubblico.

L’ENTE SORDI – E’ giunto invece in giornata il commento dell’Ente nazionale sordi della Toscana: «La gravità dell’episodio appare del tutto evidente e il comportamento dell’operatore  non trova – né può trovare – alcuna giustificazione, meritando anzi una decisa e forte   condanna da parte non solo di questo Ente che cura l’assistenza e la tutela dei sordi ma anche  dell’intera opinione pubblica. Episodi come questo non dovevano e non debbono verificarsi. Tutti, sordi ed udenti debbono ribellarsi di fronte ad atteggiamenti come quello segnalato».
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