Uccise figlio di 5 anni, assolto in appello: «Era affetto da delirio mistico religioso»

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Si tratta di una azione orrenda e poco comprensibile, ma il padre macedone di 27 anni due anni fa aveva ucciso il figlioletto tappandogli naso e bocca per non farlo respirare ( Milano Corriere della Sera del 15 gennaio 2020 ).

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Il resto lo lasciamo ad una cruda cronaca, ma vogliamo esaminare questo episodio alla luce di una realtà anch’essa cruda !

Quando i genitori , ancor più se disabili, che assistono i figli, fisici o psichici, non ci saranno più, o rischiano di stare soli in casa o di finire in strutture, chi pensa alla loro sopravvivenza ?

Il problema è molto grave da noi dibattuto da anni, delicato e non risolto, dal Parlamento, che è la sede naturale ! Infatti dopo la morte di quanti provvedono alla loro assistenza, come nel caso in esame, siano essi genitori di una certa età che familiari, od in vita non ce la fanno più o non possono farlo, si dovrebbe istituire un Fondo, che ho sempre chiamato “dopodinoi”, allo scopo di sopperire al deficit dello Stato ed a tutte le incongruenze che insistono nella infelice vita di questo mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore che colpisce esseri umani .

Questo onde dare serenità e sicurezza ai genitori o ai familiari per hanno sempre sostituito ai mancati servizi, in maniera che il proprio familiare possa continuare la loro vita più serena o in casa famiglie con piccoli nuclei, oppure all’interno delle loro abitazioni e vivere con una assistenza adeguata .

E’ molto importante garantire, anche se in maniera parziale, l’effetto familiare con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità potrà dare quell’aiuto necessario per compensare la carenza dell’affetto familiare . Anche se è un “sistema di vita” extra familiare, non può che essere idoneo al bisogno assistenziale ed esistenziale della persona disabile E’ naturale l’arrivo di un momento in cui la vecchiaia bussa alla porta dell’età e per forza di cose si deve lasciare questo mondo, oppure non c’è più la forza a dare assistenza, anche se la volontà è quella di seguitare. E allora questi figli a chi rimarranno

La risoluzione, forse parziale, di questa “problematica” potrebbe essere il così detto “dopo di noi” : prioritaria domanda, necessaria ed urgente, che richiede una giusta risposta auspicata da tempo dalle n/s Petizioni, sollecitando il Parlamento, il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Signori della Politica a prendere con le dovute cautele questo “suggerimento” !

Mancano le “risorse” ! Eh si ! Ma non è vergognoso non considerare tali situazioni di fronte ai privilegi dei politici, alle pensioni d’oro, ai trattamenti di fine “lavoro” dei deputati, dei senatori, dei Manager dello Stato, ai favolosi stipendi dei manager pubblici, alle spese inutili e quanto attenta l’economia, la dignità, la  morale ?

Ma chi contrasta le spese “pazze” dello Stato, quando i sacrifici “imposti” alla gente sono solo per carpire la buona fede ?

Già abbinata ai progetti di legge di riforma dell’assistenza psichiatrica nella 14° legislatura, il 18 marzo 2013, è stata rinnovata con n/s Petizione, registrata col n. 31 e giacente presso la 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e col n.307, 308  presso la 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica .

Queste Petizioni tendono e “suggeriscono” la possibile formazione di quel Fondo Speciale Economico Unico (DOPODINOI) al quale confluire quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero ai loro familiari invalidi, siano essi fisici che psichici, gestito da un Ente Pubblico, naturalmente sempre operante ed attivo garantendo una continuità che la persona fisica non è in grado di garantire.

Anche se il n/s “Ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” il 13 ottobre 2006 ed al Parlamento Europeo per l’insieme, l’adozione, la programmazione del “dopodinoi” che riguarda gli Stati membri UE è stato vano, pur tuttavia insistiamo sempre presso le Istituzioni Europee .

Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano di assistenza ai pazienti con handicap sia fisico che mentale, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni devono affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio per una sana politica sociale, invece di “pensare” agli amici a 4 zampe, che rispettiamo , od ad altre effimere “cose”.

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

 

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