Pauperismo, comunismo sono situazioni imperiose nella vita sociale moderna?

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“L’attenzione per i poveri è nel Vangelo, non è un’invenzione del comunismo o del pauperismo”, così disse Papa Francesco ( Intervista al “Vatican Insider” l’11 febbraio 2015 ).Queste coraggiose, reali, esplicite parole di Papa Francesco riuniscono in una sintesi fedele quanto è nella Chiesa Universale e nel Magistero della Chiesa Cattolica che consente ai Cristiani di accettare quanto è nella Fede, la quale esprime tutto il suo dire nelle Opere, siano esse di misericordia/corporali/spirituali, ma sulla povertà, sulla salvaguardia del creato, sulla giustizia sociale .

Essa è ed insiste sulle tre virtù Teologali Fede, Speranza, Carità, che non sono l’espressione,adesione ad un pensiero politico, una riflessione ordinaria, ma dovrebbe essere un percorso quotidiano della Fede Cristiana !

Nelle parole che Papa Francesco affronta per questo delicato problema non è nella invenzione fatalista, ma nell’attenzione che è nelle origini del Santo Vangelo, nella tradizione della Chiesa Cristiana, nelle enunciazioni dei primi Padri della Chiesa nei secoli passati, che non si possono definire di tipo marxiste che sono nei contenuti filosofici di Karl Marx, padre del materialismo storico, ma non bisogna, nei tempi moderni, “ideologizzarla” nella “scelta preferenziale per i poveri”.Quando la Chiesa si pronuncia, lo compie solo nelle Grandi Manifestazioni della Fede e, come adesso, nell’invito a vincere la globalizzazione dell’indifferenza, del come agisce, dell’isolamento, ma restando molto lontana da qualsiasi interesse, motivazione politica, ideologica, mossa unicamente dalle parole di Gesù che ogni uno “ si prenda cura l’uno dell’altro” e “ prenda la Sua croce e mi segua“.

Nella globalizzazione essa “ ha aiutato molte persone a sollevarsi dalla povertà”, però ad “ una crescita della ricchezza mondiale”, condannando “ tante persone a morire di fame” creando le nuove povertà in un sistema economico e sociale che pone al centro il denaro “ sterco del diavolo” come lo ha definito Papa Francesco, trasformandolo in idolo “ provocando profondi squilibri”, nello scarto di ciò che non serve come i bambini nella cultura dell’aborto, i giovani che non vedono un sereno futuro, negli anziani che si vedono abbandonati in una eutanasia mascherata !Insomma Papa Francesco vuole con parole coraggiose guarire il mondo e “ di costruire una società ed una economia dove siano al centro l’uomo ed il suo bene e non il denaro” e dove “ l’etica nell’economia e nella politica” siano inseriti “ programmi, meccanismi e processi orientati ad una migliore distribuzione delle risorse, alla creazione del lavoro, alla promozione integrale di chi è escluso”.In questi grandi, motivati, doveri cristiani occorrono “ uomini e donne con le braccia alzate verso Dio per pregarlo”, che si impegnino nei livelli sociali, politici, istituzionali “ mettendo al centro il bene comune “ perché i mercati e la speculazione non possono godere di una autonomia assoluta” .

Sono parole di grande insegnamento da non dimenticare !

Quanto necessita nella vita, dove “Non possiamo più aspettare”, mette in guardia il Pontefice, “ per risolvere le cause strutturali della povertà, per guarire le nostre società da una malattia che può portare solo a nuove crisi”.Infine, Papa Francesco ricorda che il Vangelo “non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza che rende insensibili al grido del povero”. Ed è proprio qui che mette in guardia l’uomo dal pauperismo, definendolo “una caricatura del Vangelo e della stessa povertà”, mentre al contrario, “il legame profondo tra la povertà ed il cammino evangelico”, insegnatoci da San Francesco d’Assisi, il vero “protocollo” sulla base del quale l’uomo sarà giudicato, esso significa “avere cura del prossimo, di chi è povero, di chi soffre nel corpo e nello spirito, di chi è nel bisogno”.Nella Pastorale della Famiglia il Sinodo dei Vescovi svoltosi nell’ ottobre 2014 in Vaticano, ha svolto la disanima sui componenti della stessa, dove hanno posto in attenzione in questa “aggregazione sociale” le persone anziane componenti, non troppo spesso, della stessa e che soffrono di una grande malattia sociale : la solitudine, l’abbandono, la vita familiare !E’ un concetto molto caro a Papa Francesco, il quale con coraggio e forza ha definito che nella “cultura dello scarto”, le “ persone anziane subiscono non l’indebolimento dell’organismo e la disabilità che può conseguire, ma l’abbandono, l’esclusione, la privazione di amore” ( 20 febbraio 2014 Messaggio alla Pontificia Accademia per la Vita).

Questo è stato, da tempo, il leitmotiv della n/s Associazione budget del ricoverato e Petizione 2013 .

 L’allungamento della vita è una conseguenza del miglioramento delle condizioni socio-sanitarie e dello sviluppo di tecniche diagnostiche e terapeutiche, quindi è comprensibile la crescente n/s richiesta di strutture residenziali ovvero Case di Riposo dove dare risposte funzionali e qualificate alle necessità della popolazione anziana, anche aggiungendo le qualità delle RSA.

 

Quindi necessità di “strutture” che rispondono alle urgenze del territorio, dotate di servizi al cittadino ed alle famiglie da parte delle Istituzioni, dimentiche che esiste una legittima Legislazione Sociale contemplata dalla n/s Costituzione, costituita da quel complesso di Norme che tutelano tutti i cittadini, compreso un posto di residenza agli anziani, non dimenticando l’apporto dei “ Preti e delle Suore che operano nelle Case di Riposo” ( Papa Francesco 18 ottobre 2013 Vaticano Chiesa Santa Marta )Garantire alle persone anziane una vita serena e piena di relazione con gli altri attenta alle necessità ed esigenze della persona non solo nel corpo, ma anche nella mente, nelle emozioni e nello spirito e questo non è pauperismo, comunismo, incerto futuro, ma Vangelo.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !

 

Previte

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