I malati psico-fisici sono i desaparecidos della nostra civiltà?

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Stiamo “vivendo” un momento davvero critico della nostra storia etico-umana nella quale si evidenzia una situazione sociale sempre più confusa, spesso di difficile “lettura” da parte dei cittadini, spettando alle Istituzioni ed alla Politica, col P maiuscolo come dice Papa Francesco, il compito di assumere un ruolo di chiara ed incisiva presenza nei problemi che attendono l’etica naturale, la difesa, la giustizia e lo sviluppo dei grandi valori umani.

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Purtroppo si assiste ad una cultura diffusa di amore verso gli animali ( per i quali abbiamo il massimo rispetto ), maspesso promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella etica, che supera a volte anche le necessità ed il centralismo dell’uomo !

I “casi” interessanti la medicina e la morale, portato all’attenzione generale, certamente sono da accogliere con umana comprensione e considerazione, ma notiamo che la risposta da parte della pubblica opinione in merito sono immediati, mentre rimane sempre inevaso quanto abbiamo richiesto in merito alla “voglia di vivere degnamente” dei malati psico-fisici, senza contare i disagi delle loro famiglie e di una società sempre più costernata, illusa, sorpresa innanzi all’inerzia delle Istituzioni, che ben poco hanno fatto da ben 39 anni, cioè da quando sono stati chiusi gli Ospedali Psichiatrici e le necessità per i disabili fisici .

I malati psicofisici sono i desaparecidos della nostra civiltà ? Saranno adottate dal Legislatore “appropriate misure legislative” ? La soluzione è possibile ?

A seguito dello svilupparsi di episodi legati a violenze ed omicidi commessi da persone con problemi e forti disagi psichici, spesso ci chiediamo cosa deve ancora avvenire affinché questo nostro Paese volti pagina ? Mi riferisco ai drammi che avvengono nella società, specie quelli frequenti nelle famiglie.

A parte i disabili fisici a causa della carenza di strutture architettoniche, o vittime che subiscono le intemperanze dei malati psichici diretti verso genitori, parenti, amici ( a volte passanti nelle strade delle nostre città e dei n/s paesi ), sono proprio quest’ultimi a rappresentare ed essere i “desaparecidos della nostra civiltà”, abbandonati come sono nelle loro famiglie, nelle strutture manicomiali ancora in atto, “vittime” di una crisi per le quali ricevono poca e saltuaria assistenza ?

Queste situazioni le abbiamo denunciate da lungo tempo ai massimi e minimi livelli Istituzionali Italiani ed Europei e proprio per quello stato di abbandono, nel quale insistono le “problematiche neuropsichiche” degli stessi malati e per conseguenza delle loro famiglie, vengono lasciati “marcire” in un siderale generalizzato silenzio dimostrato da un disinteresse da quanti dovrebbero provvedere.

Queste “situazioni” erano state “condensate” in un Testo Unico ( Burani-Brocaccini, presupposto da noi auspicato per l’emissione di una legge-quadro), poi, “sparito” dall’agenda parlamentare dall’aprile del 2005 fino alla derubricazione. Ci domandiamo : chi è stato?

Il problema di staccare la “spina”, che personalmente non condivido, non solo per il fatto in se stesso, ma anche perché ci porta ad una complessa ed ampia riflessione che consiste nel considerare senza valore la vita umana, in nome della così detta “pietà”, che potrebbe coinvolgere persone anziane, non autosufficienti, malati psichici, disabili fisici, tutti uniti in un unico abbraccio della disabilità, del dolore, della sofferenza e che per i meno sensibili sono considerati un fardello di persone inutili.

Vogliamo però fare una considerazione nel dire che l’eventuale accoglimento di legalizzazione di una possibile “licenza di uccidere”, si configura come ingiustizia, come fuga e rinuncia ai reali problemi che pongono, ripeto da tempo, i malati  di cui sopra.

L’uomo della strada che rifiuta categoricamente i giochi politici, le famiglie nelle quali insiste un “malato di ogni gravità”, una società che vuole proteggersi dai molteplici episodi causate da menti psichicamente instabili, appare non opportuna l’analisi e la metodologia usata proveniente da certe inutili “tribune”.

Può un individuo, un Magistrato, un Legislatore sostituirsi al decorso naturale, anche se penoso, di una vita decretandone la fine ?E’ una domanda che si pone sia l’uomo qualunque, sia il cristiano in genere che il cattolico in particolare !Lo stesso dicasi per coscienze di tanti n/s Governanti che hanno smarrito lo spirito di Patria e di rispetto per la parte debole del n/s sociale, davvero peccato che tanti n/s concittadini, con una vocazione di servizio, manchino alla n/s Italia per rendere partecipi delle testimonianze di un vissuto pieno di ricchezza culturale, di tradizioni, di servizio per il prossimo.

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza

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