Disoccupazione di lavoro giovanile, piaga sociale dell’era moderna, porta carenza, precarietà, suicidi?

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L’Università Roma Tre ha ospitato il 17 febbraio 2017 Papa Francesco, che si è rivolto alla società civile ed imprenditrice per la carenza e precarietà di lavoro dei giovani sia in Italia come nei Paesi Europei .

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Nel svolgere la sua opinione, il Vescovo di Roma, facendo ferimento al sistema dell’economia si è chiesto quale “ è il dramma oggi dell’economia ?” e rispondendosi , ha avvertito che “ l’economia liquida, crea mancanza di lavoro, disoccupazione”.

Oggi 2017 i giovani sono in enorme difficoltà come non mai, specialmente quelli che riscontrano oltre le barriere economico, anche quelle barriere architettoniche ed intellettive .

Il mondo d’oggi è in un continuo movimento, come ogni giorno riconoscono i mass media e constatiamo la modifica del sistema di vita della società civile, ma nel contempo egoistica che non dà ancora la piena disponibilità a porre attenzione verso chi vive in povertà ed emarginazione, specie coloro che incontrano difficoltà e sofferenza a causa della loro invalidità .

Anche, soprattutto, considerando che i giovani si trovano o sembrano disorientati è necessario, per non dire urgente, riscoprire anche quella dei valori morali che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.

Nelle difficili situazioni in ambito sociale dei giovani ed anche, soprattutto degli adolescenti, occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere .

 

Il continuo evolversi di eventi delittuosi di vario genere , sul cui sfondo emerge l’alterazione della mente poi, ci porta a considerare questa disfunzione una malattia che distrugge il morale ed il fisico, che affligge giovani e ripeto adolescenti causando una vera e propria calamità sociale.

Decifrare le radici antropologiche da cui scaturiscono e si sviluppano l’accettazione od il rifiuto della promozione culturale in tema di solidarietà ed umanità , è difficile poterlo accertare, ma tutti sappiamo che la solidarietà sociale apre le porte alla speranza .

Quel quasi quotidiano catastrofismo, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico allontana tutto e tutti dalla coscienza, concentrando in un sordido egoismo ogni interesse in perfetta armonia contro il senso della solidarietà .

Quella solidarietà sociale da parte delle persone adulte, dovrebbe tendere a guidare la dinamica morale dei giovani verso una crescita di sensibilità con i problemi sociali, con l’esempio di una visione pienamente umana della cruda realtà quotidiana, quale impegno di vicinanza sociale verso tutti specie verso le persone più deboli e bisognose.

La solidarietà sociale è un concetto meritevole che induce ad essere non solo portatori di diritti, ma anche di doveri verso tutta la società, anche da parte dei “grandi”, soprattutto , verso quella vasta categoria di sfortunati che da anni, come il mondo della disabilità, aspettano risposte adeguate alle loro aspettative.

Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone, deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società

Al di là delle barriere architettoniche che non dovrebbero più esistere, ben più dure sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, ritorcendosi contro chi le continua a porre in atto, mentre la società civile può trovare su questo terreno interessi comuni di solidarietà, specie là dove le famiglie provate dalla disabilità psico-fisica di qualche suo componente fatica a stare al passo, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere quei diritti che anche la Costituzione ci insegna a rievocare.

Lo Stato Sociale, esperto di umanità e socialità, non ascolta, non sente, non vede, non ode, negando quindi intrinsecamente la necessità dell’incontro e del dialogo col mondo della disabilità, privo di ordinati intendimenti socio-pedagogici per ricercare e rimuovere i contenuti negativi di quelle necessità.

Pare, che le Istituzioni non posseggono più da tempo la capacità di captare le necessità del cittadino, restando molto lontane !

 

I disabili psico-fisici lottano da anni per ottenere legali diritti sanciti dalla Costituzione, ma soprattutto per far conoscere il loro status sociale che ogni giorno incontrano e che rende la loro esistenza molto difficile, oltre quella dei loro familiari.

 

In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto, con i sofferenti queste patologie, mentre tutti, forse in maniera ipocrita, continuano ad anelare attenzione al mondo della sofferenza .

Non osiamo credere che la sola indizione della “Giornata Nazionale per la Salute Mentale”, anche se viene apprezzato il riconoscimento all’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull’inizio di promozione di eventuali provvedimenti per la salute mentale, oppure quanto è avvenuto il 17 marzo c.a.( e non più proseguito quel Tavolo Tecnico emerso e stipulato !) nella Sala Verde di Palazzo Chigi nel quale vennero da me presentate in 9 punti le necessità impellenti del “momento” per i disabili psico-fisici .

L’opinione pubblica, Signor Gentiloni Presidente del Consiglio dei Ministri, chiede e si aspetta di più, perché non si può più ignorare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso!

La semplice considerazione della dignità umana e della speranza, ci porta a pensare che non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere  solo promotore di salute a parole, ma sembra essere necessario ed urgente una mobilitazione delle coscienze, quale strumento che dica non solo dov’è la malattia e come curarla, ma anche dove può essere ricercato il modo od i possibili piani terapeutici d’intervento e quelli normativi da parte delle Istituzioni, per aiutare le famiglie coinvolte e succubi di queste difficoltà.

L’opinione pubblica, le famiglie, la comunità civile, tutti attendiamo che il Governo ed il Parlamento con sensi di responsabilità diano vita ad una vera giustizia sociale, ad una Normativa di riorganizzazione dei Servizi Pubblici, una Legislazione adeguata, efficace, chiara, categorica libera da forme che ne sviliscono l’applicazione verso il mondo dei deboli, dei bisognosi, dei sofferenti, piuttosto che incrementare o seguire la litigiosità politica, senza che emergenze ed esigenze siano lasciate nell’angolo più buio del “buon senso”.

“Est modus in rebus” (c’è una misura nelle cose) del Poeta Orazio esprime l’ideale classico del giusto mezzo, perché i giovani e gli adolescenti possono ottenere esempi ed insegnamenti di vita dai grandi, dato che per il momento quel giusto equilibrio da tutti invocato resta alquanto precario.

“E quando c’è liquidità nell’economia non c’è lavoro concreto”, è la amara riflessione di Papa Francesco, da cui è poi scaturita la domanda che ha rivolto agli studenti : “ la nostra cara madre Europa, l’identità di Europa come si può pensare che Paesi sviluppati, abbiano una disoccupazione giovanile così forte?”.

Papa Francesco ha allora denunciato che un giovane che non trova lavoro, “sfruttato due tre giorni qui, due tre giorni là”, alla fine sviluppa “amarezza del cuore” che può condurre verso scelte tragiche, sono parole severe, attuali, piene di coraggio, inducevoli alla speranza “e non a scelte tragiche ! “-

“Questa mancanza di lavoro “, ha commentato Papa Francesco “mi porta a arruolarmi in un esercito terroristico e così ho qualcosa da fare e do senso alla mia vita : è orribile” definendo questa “economia di mercato” una “economia liquida” e la consegna che ha dato ai giovani è di trasformare la “liquidità” in “concretezza”, che l’economia “deve essere concreta e per risolvere problemi sociali economici culturali serve concretezza”.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! ”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

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