Efferrato delito ad Iseo per mano di uno squilibrato!

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L’Italia è ancora sotto shock per l’atroce delitto compiuto con 10 coltellate da un paziente psichiatrico su Nadia Pulvirenti, una giovane terapista di anni 25 in servizio ad Iseo nella casa che cura il disagio psichico .

Ormai sono molte le considerazioni che si traggono da questi “ fattacci”, ma una cosa è certa : vi è carenza di una cura efficace su questi “soggetti”, sia dal punto di vista della salute che quello di una legge di riforma del sistema psichiatrico .

La prima considerazione da fare è pensare che il rispetto dell’essere umano deve essere sempre presente, mentre il comportamento dell’uomo moderno, oggi, nega la vita altrui ritenendosi come l’unico possessore di un potere assoluto di libertà, direi di libertinaggio, che non ha né vuole limiti o divieti, né donati dalla natura né quelli stabiliti dalle leggi divine, quindi assenza assoluta di rispetto della dignità di vita , né quella già nata, né quella debole.

In questa considerazione di vita debole è racchiuso il concetto di protezione di ogni vita, sia nascente che vivente.

Non ci sorprendono più questi “gesti” che non saranno ultimi, perché azioni di questo genere non possono che provenire da una mente malata, anche se in cura per il disagio psichico, cinica ed orrenda !

Quella “nebbia della depressione”, che ha colpito in maniera notevole l’anima di quel “malato”, è dettata da una sottile perversione, una malattia di natura psichica che va curata con prontezza, senza vergogna e ci domandiamo se queste forme di mancato riconoscimento di patologie psichiche dove possono essere curate in Italia se sono carenti le strutture necessarie ?

Se pensiamo a questo insolito o solito “episodio” che sotto altre forme avviene anche in Italia, rischia di traghettare il n/s Paese e quello che è più grave i giovani e gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente, da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale.

Purtroppo la guida sociale dei valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità è travisata, anche, nell’autorizzazione all’abuso sfrenato  che mina le fondamenta dell’etica civile e dal relativismo cogente che continua nella maniera più perversa in Italia .

Innanzi al grave attentato, l’egoismo e la perversione come nel “fattaccio” in esame, abbiamo la responsabilità di un severo esame di coscienza, soprattutto  da parte delle n/s  Istituzioni che non sanno “morire” al proprio egoismo politico per rinascere alla vita della solidarietà sociale .

E’ normale la protezione etica della vita nascente, ma siccome la vita è un dono di Dio, và difesa tutta dall’infanzia fino al declino.

E’ verso questo orizzonte che occorre solidarietà/amore e devono convergere le attenzioni della società e soprattutto delle Istituzioni.

Nell’odierna società della violenza il rispetto dell’uomo, nascente, malato, disabile resta sempre indifeso ed amareggia il constatare che malgrado ogni sforzo l’egoismo cresce sempre più.

 

Gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, richiamati dai Messaggi provenienti dalla Sede Apostolica e dalla morale della società, dobbiamo tenere alta la coscienza della grandezza del carattere e del valore sacro della vita, per non vedere più la cultura di quell’episodio, non nuovo in Italia con altre motivazioni, che oscurano ormai, dire quasi sempre. la sensibilità della solidarietà.

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II°: Andiamo avanti con speranza !

Previte

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