Sanità: Previte (Cristiani per servire), “inaccettabili” i nuovi Lea

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“Le ipotesi di diminuire, secondo il Def (Documento economico finanziario) del governo, la quota destinata al Servizio sanitario nazionale sono inaccettabili”.

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lea-cure-gratis-vaccini-protesiE’ quanto dichiara Franco Previte, presidente dell’associazione “Cristiani per servire”, sui nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza ), che prevedono “ticket in diminuzione per ricoveri, cure per diverse patologie che vanno a colpire i cittadini nel costo dell’assistenza sanitaria, ancor più su persone malate croniche”. “In questa maniera – ammonisce Previste – lo Stato preferisce monetizzare il disagio anziché colmarlo con servizi pubblici verso tutti, specialmente verso la persona malata, necessari per essere riveduti con criteri non solo obbedienti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori, moralità, etica orientati e diretti al bene comune, ancor più che garantisca la salute dell’uomo dal concepimento al declino”. Al contrario, per il presidente dell’associazione, “sarebbe opportuno provvedere alla tutela dei diritti della persona malata, nonché la costruzione di case di riposo che costituiscono una grave emergenza sociale, dovuta in parte, dall’isolamento relazionale degli anziani, specie se malati e cronici, considerati molto spesso inutili, anzi un peso per la società”.

“La Chiesa Cattolica è sempre a servizio delle persone anziane, che sono circa 600 milioni nel mondo, soprattutto malate, situazione che è stata al centro del  Giubileo straordinario della Misericordia”, ricorda Previte, secondo il quale “le cronache di questi giorni ci dicono che siamo molto lontani da quei principi”. Tra le proposte di “Cristiani per servire”, una petizione sul “budget del ricoverato”, presentata nel 2013 e ancora e in attesa di risposta.

“Nel campo sanitario e ospedaliero a rischio e maggiormente penalizzate vengono a trovarsi le persone malate, specie anziani, persone con malattie croniche, quali i disabili fisici, handicappati psichici, persone in fase terminale, in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose”, ricorda Previte.

Dal SIR ( Agenzia di Stampa della CEI Conferenza Episcopale Italiana ).

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