Indignazione per la mancata risoluzione del problema malati psichici, che da ben 38 anni attendono una risoluzione dei loro problemi

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Ancora una volta viene negato un diritto: questo è oltraggio alla giustizia, al buon senso, alla democrazia!

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parlamento-italianoNon possiamo nascondere l’amarezza per l’inefficacia dei tentativi fin qui perseguiti per attirare l’attenzione delle Assemblee Legislative sulla problematica del disagio mentale descritto dalle n/s Petizioni a volte abbinate ai Provvedimenti Legislativi mai discussi. (non certo come ha fatto quella Deputata portando il proprio cane a Montecitorio, notizia pubblicata dalla Rivista DIPIU n. 43 del 31/10/2016 Rubrica “ E’ successo anche questo”) .

Queste Petizioni sono state inoltrate da lungo tempo al Parlamento Italiano ( ed Europeo ) ed aggiungo ancora l’indignazione, anche della pubblica opinione, per la mancata risoluzione del “problema malati psichici” che dura da ben 38 anni ignorando come “vivono” i familiari di questi “desaparecido della nostra civiltà”, la società, a garanzia della sicurezza dei singoli cittadini. E’ uno schiaffo alle regole democratiche !

E’ fuori di dubbio che la dimensione di questo disagio sociale non è stata ritenuta urgente, come in effetti resta, anche perché un’azione di interventi solidaristici non hanno evidenziato quelle necessità delle famiglie coinvolte in questo grave ed urgente problema sociale, costrette a far fronte a situazioni quotidiane che impegnano forze fisiche e psichiche che logorano le resistenze anche dei più motivati .

Debbo sottolineare che sono famiglie anche quelle che non richiedono solo biberon, assegni familiari  o politiche per la casa, ma famiglie dei disabili che hanno necessità di ben altro!

Anche se ha portato discriminazione nei confronti di “altri diversamente abili” come ciechi, sordi, sordomuti, invalidi civili, non sono considerate quelle che insistono nella società di circa 10 milioni di malati mentali ( dalla depressione alla schizofrenia grave) e le 2000/3000 famiglie che si tengono in casa parenti in stato vegetativo, tutti privati da specifiche leggi di tutela .

L’aspetto più inquietante in tema di diritti non rivendicati da quelli che hanno cantato vittoria, è nel non aver valutato ( anche da ambienti pseudo cattolici ! ) quanto riguarda il “progetto di vita” che metodologie sulla salute riproduttiva (di cui agli artt. 23 e 25 della Convenzione ONU sui “ Diritti delle Persone con isabilità ( Sixty-First Session Distr. General 6/12 2006 A/61/611 ), possono dare adito alla applicazione  dell’aborto, sterilizzazioni e mascherate forme di eutanasia, per non dire eliminazione di anziani non autosufficienti o malati terminali.

Ora si va insinuando, in Italia, quel “ budget del ricoverato” che, pare, assilli i sistemi economici finanziari degli ospedali.

Scrive un mio amico  : “intervenuto ad un Seminario sulla Sanità tenutosi qualche anno or sono in una Università dove si è parlato senza mezzi termini e la circostanza non ha fatto scandalo data la sede sul fatto che vi sono dei limiti all’assistenza ed un medico deve stabilire delle precedenze se i mezzi scarseggiano . In altre parole se un Medico è posto al cospetto di due malati gravi di cui uno è un quarantenne e l’altro settantenne deve pensare in via prioritaria al primo. Un signore che mi sedeva accanto e soppesando la mia età mi rivolse la parola aggiungendo : caro signore dobbiamo rassegnarci. La morte per i giovani rappresenta un’eccezione e, quindi, dobbiamo cercare di scongiurarla, ma per gli anziani è una regola. Che senso ha lasciare in vita  una persona che si sa dovrà comunque morire nel giro di qualche anno con gli scarsi mezzi che disponiamo ? Questo è cinismo ? No, mi è stato detto: è pragmatismo.” No Comment !

C’è da rabbrividire ad “ascoltare” queste assurdità, ma è la riconferma di quanto diciamo col budget del ricoverato Petizione 2013, ancora vergognosamente giacenti nelle singole Commissioni Parlamentari , meritevole di  una profonda e responsabile riflessione.

Vorrei citare, in maniera impropria, ma di pressante attualità, una frase della Beata Eugenia Ravasco : “La vita è come un viaggio in compagnia di altri, verso la stessa meta”, meta che in questa “vicenda” per il momento non ha previsto né raggiunge il bene comune.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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