San Camillo de Lellis raccomandava sempre “Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore”! In Italia mancano Case di Riposo!

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E’ un carisma, un viatico, un servizio che le RR Suore della Congregazione Figlie di San Camillo molto bene compiono restando al servizio, alle cure, alle necessità degli ammalati, degli anziani, degli infermi, anche nelle Case di Riposo gestite dalle stesse.

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 San Camillo De Lellis pone in salvo gli ammalati del Santo Spirito, 1746, olio su tela
San Camillo De Lellis pone in salvo gli ammalati del Santo Spirito, 1746, olio su tela

Secondo i dati Istat le persone anziane con più di 65 anni, oggi 2016 é il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25%, eppure in Italia mancano le Case di Riposo dove gli anziani e gli infermi in condizione di vita disagiata, anche disabili, non godono dei “ diritti dei deboli che non sono diritti deboli ( Cardinale Dionigi Tettamanzi 30.1.2006), in grado di garantire una adeguata assistenza di tutta la popolazione autosufficiente o meno, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei Servizi Sociali e Sanitari sono notevoli lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione l’iniziativa privata.

Ci chiediamo spesso se questa carenza non sia una forma di strisciante eutanasia, oppure di eutanasia mascherata, ma la Congregazione si interessa delle persone inferme, oltreché nelle corsie ospedaliere anche quelle che sono nelle Case di Riposo.

Ritenendo che i sevizi pubblici sono necessari in un contesto che tenga concretezza, valori morali ed etici orientati e diretti al bene comune, le RR Suore Figlie di San Camillo si fanno carico dei temi etici che sono pubblici nella difesa della vita umana e della dignità di ogni cittadino, dall’emarginazione delle persone anziane ai disabili fisici, dagli handicappati psichici ai malati terminali : mondo che vive, anche, nelle Case di Riposo gestite da queste Suore .

“A questi pazienti, infatti, molte volte non si presta sufficiente attenzione, perché non si intravede un consistente ritorno economico dagli investimenti fatti in loro favore”, ha detto Papa Francesco, sottolineando anche le “sofferenze e preoccupazioni anche in coloro che, a vario titolo, se ne prendono cura, a partire dai familiari” ( Vaticano III° Conferenza sulla Medicina Rigenerativa 29 Aprile 2016 ).

“ L’accesso alle cure sia assicurato a tutti “ ( Convegno in Vaticano malattie rare ), dice ancora Papa Francesco, ma è stata un’occasione di incontro tra la scienza e la misericordia di dibattito sul tema Cellular horizons: how science, technology, information and communication will impact society, ospitata presso l’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano.

In questo Anno della Misericordia voluto da Papa Francesco dice nel Messaggio agli Ordini Religiosi “ vegliate il mondo, illuminandolo con la Vostra testimonianza profetica e controcorrente “ richiama la globalizzazione dell’indifferenza che rende incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, in una cultura che ci anestetizza, richiamando la n/s attenzione sulla cultura dello scarto “. Comunque e sempre sono necessarie Case di Riposo che costituiscono una grave emergenza sociale dettata dall’isolamento relazionale della persona anziana onde garantire una adeguata assistenza ..

Vi sono personaggi che hanno fatto la storia per i quali vengono ricordati solo quando se ne presenta l’occasione, ma di cui pochi ne ricordano i “cambiamenti” apportati nel mondo dell’agire, come il caso, la storia, la sacralità di San Camillo de Lellis nel campo della cura ed assistenza agli infermi .

Desidero aprire una parentesi del n/s mondo contemporaneo, arido, egoista e ripetere che non è ammissibile concepire di “ trovare un papà ed una mamma ai 150 mila cani che sono nei canili e che costano alla collettività 260 milioni di euro “ (Presidentedel Consiglio 29 marzo 2014), animali che ampiamente rispettiamo, quando non vengono considerati con rinnovata simpatia o con la tutela dei diritti : i disabili, i ciechi, i sordi, i sordomuti, gli invalidi fisici, gli handicappati psichici dimenticati da quella cultura dell’esclusione, dell’incontro, dello scarto tanto auspicato da Papa Francesco, quasi colpiti da una punizione divina, come la figura del cieco nato descritto nel Santo Vangelo, dove quell’uomo, “era cieco dalla nascita ed era emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una punizione divina”.

Ritornando a San Camillo lo stesso conosceva molto bene la ospedalizzazione per essere stato all’Ospedale San Giacomo degli Incurabili a Roma, ricoverato per un impedimento al piede destro e successivamente assunto come inserviente, per essere nominato , poi, Economo Generale e responsabile del Personale.

Subito si rese conto della poca preparazione del personale infermieristico e della negligenza che usavano verso i ricoverati abbandonati da ogni possibile pulizia e nutrizione ed escogitò di fondare un gruppo di persone che si dedicassero ad assistere gli infermi con quella devozione e servizio per amore di Dio .

Ecco che San Camillo iniziò a svolgere un servizio solidaristico e pluralistico, ecco perché le RR Suore Figlie di San Camillo si dedicano agli infermi e questo è uno dei meriti dovuti a questo Santo, Patrono della Sanità Militare, sicuramente quello di ave avviato una metodologia d’insegnamento ed applicazione nell’arte del servizio verso gli infermi e nella cura delle persone in sofferenza, non per altro si ritiene essere l’inventore della Croce Rossa, sempre presente in ogni situazione sociale . Nell’era moderna questo nobile e solidaristico concetto di riconoscere la sofferenza è valutato ? Mah !

Fra altre importanti necessità, soprattutto nel campo della solidarietà e della giustizia sociale, “spicca” oggi in Italia, ripeto, la carenza di Case di Riposo, ( necessità “provocate” anche dall’aumento della popolazione anziana,) di cui in Italia molte sono gestite dai Camilliani e dall’Ordine RR Figlie di San Camillo .

Di fronte a questi “dati statistici”, che costituiscono una grave emergenza sociale, dettati dall’isolamento relazionale di questa “tipologia anziana”, emerge la urgente necessità di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente e non.

In una parola, questi anziani, spesso, sono ritenuti improduttivi, per non dire inutili, ma fonti di “guadagno”per il privato e sono spesso, pare, oggetto di carenze d’assistenza quando intervengono necessità ospedaliere .

Purtroppo, ripeto, sono carenti Case di Riposo, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà e di giustizia sociale, fra le quali “spicca” la carenza di Case di Riposo necessarie per persone parzialmente autosufficienti, mentre scarse sul territorio sono le RSA ( Residenze Sanitarie Assistite) per le persone non autosufficienti .

Le Case di Riposo sono lasciate, ripeto, alla speculazione privata in quanto mancano programmazioni e bilanci pubblici che non stanziano risorse finanziarie per realizzare quelle opportune strutture ove possono trovare un sereno e direi sicuro asilo persone anziane, che consumano giornalmente i tempi della loro vita, delle loro ore della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia” ?

Nella meditazione sulla vita, il Santo Giovanni Paolo II° con la XI° Enciclica “Evangelium vitae” esortava la comunità in difesa della vita “ dal concepimento al declino ”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica.

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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