Continua imperterrito il silenzio delle Istituzioni sulle “mattanze” nelle famiglie …

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… causate da persone con disturbi psichici, mentre nelle strutture ospedaliere non vi è più sicurezza per il cittadino. Perché? Se lo chiede l’opinione pubblica !

E’ il continuo, inusitato, sterile, incomprensibile silenzio delle Istituzioni su quanto avviene con le “mattanze” nelle famiglie, che non ci sorprendono più, ma siamo meravigliati dei tanti drammi, per opera di persone ormai in preda a malattie mentali, alle quali non si adotta normative inerenti la sicurezza di tutti i cittadini. 

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Nelle strutture ospedaliere, ormai, non vi è più sicurezza quasi da configurarsi una forma di eutanasia, una omissione di soccorso penalmente perseguibile e “fuori” dall’Ordinamento Giuridico Italiano, che abbiamo descritto nelle n/s Petizioni : budget del ricoverato Petizione 2013

Le persone giacenti in ospedale, donne partorienti, i malate cronici, gli invalidi, gli anziani non sono tutelati nella loro salute dove “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” ( art. 32 comma 3° Costituzione Italiana ), mentre invade la “pazzia” per gli amici a 4 zampe che ampiamente rispettiamo, ma si deve considerare che l’essere umano non è inferiore per niente ad un animale !

Non è pensabile che menti psichicamente instabili e riconosciute tali, autori di tragedie umane, possano “spadroneggiare” nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi, “dettare legge” nelle n/s comunità, apportando conseguentemente nella società tante molte apprensioni, dove i cittadini in tale maniera restano completamente indifesi ed in balia di “costoro” che si devono ritenere senza ombra di dubbio socialmente pericolosissimi !

Ancora una volta auspichiamo che le Istituzioni si facciano carico di questi urgenti e gravi problemi socio-sanitari in cui la pubblica opinione è da tempo preoccupata, invece di formalizzarsi in inutili e dannose litigiosità, addossandosi l’un l’altro azioni colpevoli, specie ora in tempi di profonda crisi economica .

Con l’opinione pubblica vogliamo “gridare” la realtà, quella realtà che tocchiamo tutti con mano ogni giorno, mentre la famiglia italiana è circondata da pericoli, bersagliata nei suoi gangli vitali, indifesa da pericolosità sociali, mentre altri la ignorano .

Dobbiamo non dimenticare che questo “ andazzo”, condiviso con l’opinione pubblica, rischia di portare il n/s Paese, quello che è più grave i giovani e gli adolescenti, verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del relativismo sempre più emergente, dell’indifferenza cogente, ad una implicita “licenza di uccidere”.

Questa “imperante condizione” che pare si insinua molto velocemente nella società, è “moda” autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge naturale e sociale, dove purtroppo considera la persona “ un oggetto da uso e getta ”.

Una considerazione sorge spontanea: quale valore viene attribuito alla vita umana, visto che per un nonnulla si uccide ? Quale insegnamento viene “accreditato” alle giovani generazioni ? Ma quale è il  futuro del n/s Bel Paese ? quanto durerà questa intollerabile situazione ?

E’ urgente porre profonda attenzione alla salute dei cittadini, di tutti i cittadini, anche quelli e soprattutto portatori di sofferenze come i disabili fisici e gli handicappati psichici, perché i tempi troppo lunghi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltà economiche e sociali di milioni di persone che non possono più aspettare provvedimenti da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione grave, per la quale non servono, ripetiamo, ricorsi a  “ grosse parole di solidarietà ”!

E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio, lo dobbiamo sempre ricordare, che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita ( no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo ), la si neghi attraverso il tentativo di costruire o concedere un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica” ne hanno fatto da tempo, da ben 36 anni, un totale disinteresse !

L’opinione pubblica, la logica, le famiglie di questi “desaparidos di questa civiltà” non accettano queste situazioni, non accettano le condizioni derivanti da questa tipologia di malattie, non accettano le conseguenze che possono produrre, non accettano la mancata tutela della salute di quanti soffrono queste patologie, ma teme, soprattutto, con ragionevole certezza per la propria incolumità !

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza” !

Previte

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