Falsi badanti, sotto accusa il presidente dei sordomuti

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Una ricompensa di mille euro a cittadini sordomuti per convincerli ad assumere come badanti extracomunitari privi del permesso di soggiorno.

di Giulio De Santis

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A favorire l’immigrazione clandestina con questo trucco sarebbe stato Pietro Giardini, presidente della Federazione Nazionale Sordomuti che ora rischia di finire sotto processo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla presentazione di documentazione falsa per ottenere i permessi di soggiorno. Oltre che per Giardini, il pm Pietro Pollidori ha chiesto il rinvio a giudizio anche di altre cinque persone, cittadini egiziani che avrebbero fatto da intermediari tra Giardini e gli extracomunitari intenzionati a entrare nel nostro paese con quest’artificio. Il principale mezzo di comunicazione utilizzato tra Giardini e i mediatori sarebbe stato l’sms a causa del deficit fisico del presidente.

Nell’elenco degli imputati figurano anche 14 egiziani, spacciatisi come falsi badanti di sordomuti. Gli ideatori del raggiro, iniziato nel 2012, sono due pizzaioli Attia Sarhan e Ghaffar Abehel Saad che avvicinano Giardini proponendogli se è disponibile a manipolare l’ingresso di stranieri, permettendone una falsa assunzione presso persone bisognose di un aiuto a causa dell’handicap fisico.

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Bisognosi di assistenza (Christopher Furlong/Getty Images)

La risposta del presidente, secondo gli inquirenti, positiva. Infatti, l’imputato si mette in contatto con sordomuti iscritti presso la sua federazione per chiedere se sono favorevoli in cambio di mille euro all’operazione specificando che si tratta di un iter lecito. Il giro è scoperto nel 2013 quando emerge che la maggioranza dei presunti badanti proviene dalla medesima citta: Gharbia. Una coincidenza sospetta che ha consentito di svelare l’intreccio.

http://roma.corriere.it

 

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