Trento, polemica sull’assegno per gli invalidi

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«Quali sono le motivazioni che hanno portato alla sospensione del pagamento dell’assegno integrativo per invalidi civili assoluti?».

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Lo chiede al presidente Rossi il consigliere Giacomo Bezzi (Forza Italia) in un’interrogazione presentata ieri, ma se lo domandano anche i 10.126 non vedenti e sordi beneficiari dell’intervento, che si ritrovano all’improvviso senza indennità: «Le categorie si stanno muovendo – dichiara Ferdinando Ceccato, vicepresidente della sezione trentina dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti  – cercheremo di parlare con il nuovo assessore alla salute Luca Zeni, ma stiamo anche valutando con un legale l’eventualità di un ricorso al Tar».

Era stata la quarta commissione del Consiglio provinciale, a inizio giugno, ad approvare il regolamento attuativo di una norma contenuta nell’ultima legge finanziaria, introducendo la valutazione Icef per l’erogazione dell’assegno integrativo che spetta a non vedenti e sordi, riducendone così i beneficiari da 10.126 a 3.286.

«Ci avevano già provato a dicembre sostiene Ceccato ma siamo riusciti a metterci di traverso: l’assessora ha poi riproposto la delibera senza tenere conto dei correttivi che ci aveva chiesto di proporre». Ad esempio «l’aumento del reddito esente, anche per i pensionati, a trentamila euro» oppure «l’esclusione dell’assegno di accompagnamento dal calcolo dell’Icef».

Prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento tutti gli aventi diritto ricevevano 66 euro al mese e i ciechi totali 104. Adesso invece con indice Icef da 0 a 0,18 l’assegno integrativo arriverà a 100 euro. Da 0,18 a 0,32 la somma scenderà a 50 euro. Per i ciechi totali si andrà dai 150 euro mensili per chi ha un Icef sotto lo 0,18 ai 100 euro per chi ha un parametro tra 0,18 e 0,32.

«C’era una gran massa di persone che di questo assegno integrativo non aveva bisogno» aveva spiegato ai tempi l’ex assessora Donata Borgonovo Re, ricordando anche che «per i più poveri l’assegno aumenta». «Per evitare l’intasamento dei Caaf si è dato tempo agli interessati fino a dicembre per poter presentare la dichiarazione Icef spiega invece Ceccato ma nel frattempo l’assegno integrativo viene sospeso: chi ne avrà diritto riceverà in seguito gli arretrati».

Sono in molti, tuttavia, a segnalare il proprio disagio alle associazioni: «Parecchie persone lamentano la situazione ammette il vicepresidente dell’Uici trentina ma le categorie si stanno muovendo: cercheremo di farci capire dal nuovo assessore Zeni, nel frattempo valutiamo la possibilità di ricorrere al Tar, c’è tempo fino a metà ottobre. Abbiamo già fatto a meno della tredicesima sull’assegno integrativo dallo scorso dicembre, il nostro non è un privilegio, spetta a qualcun altro rinunciare ai propri».

Anche perché, sempre secondo Ceccato, «con i tempi che corrono 66 euro possono fare la differenza per chi vive con mille euro al mese, a maggior ragione visto che si tratta di persone con un reddito basso ma con esigenze e problemi molto pesanti». Bezzi interroga la Provincia anche per sapere come mai i beneficiari dell’intervento («che seppur non molto cospicuo, rappresenta un diritto acquisito») non siano stati informati della sospensione dell’indennità

A cura di Erica Ferro

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