Orchestre Giovanili si incontrano, un faro per un futuro migliore

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L’evento, con le Orchestre e i Cori Giovanili e Infantili in Italia e del Venezuela, si è svolto al Teatro Argentina di Roma.

di Chiara D’Ambros

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Si tiene oggi, 1 dicembre 2014, a Roma la riunione Plenaria della conferenza degli organi parlamentari europei specializzati negli Affari dell’Unione dei Parlamenti dell’Unione Europea. Ieri sera i rappresentati dei 28 paesi europei che sono a Roma per questo appuntamento sono stati il pubblico di un evento speciale, il concerto delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia e del Venezuela.

Il Palcoscenico del Teatro Argentina di Roma era gremito di quasi 200 ragazzi e ragazze che hanno abbracciato la musica grazie all’incontro con El Sistema, un programma artistico di riqualificazione sociale a beneficio di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di disagio fisico, sociale o economico, ideato e fondato circa 40 anni fa in Venezuela dal Maestro José Antonio Abreu. Per la prima volta, come ha ricordato Roberto Grosso presidente di FederCultura, ieri sera sono confluiti in un’orchestra unitaria, bi-nazionale di bambini, per la metà arrivati dal Venezuela, per metà provenienti dai 60 nuclei musicali italiani in cui si pratica El Sistema, che vede il coinvolgimento di 8500 bambini e ragazzi dai 4 ai 16-17 circa.

In Italia un’unione delle orchestre giovanili che si rifanno a El Sistema è dal attiva dal 2010 a FederCultura, alla Scuola di Musica di Fiesole e grazie al forte sostegno del Maestro Claudio Abbado e vede sedi in 15 regioni italiane, dall’hinterland Milanese al rione Sanità di Napoli, dalle zone terremotate di Reggio Emilia ai luoghi confiscati alla mafia. Ieri sera i giovani strumentisti, diretti dal Maestro Dietrich Parades hanno eseguito musiche di Beethoven, Verdi, Carreno, Modugno assieme al Coro voci bianche di Reggio Emilia e il coro di mani bianche, ossia bambini e ragazzi provenienti 4 città italiane che in quanto sordomuti “suonano con le mani”, “cantano” le parole della canzoni con il linguaggio dei sordomuti indossando dei guanti bianchi coi quali scolpiscono l’aria regalando parole al pubblico non udente e a tutti una danza di mani.

Le prime note del concerto sono state precedute da un breve discorso del presidente del Senato Pietro Grasso che ha voluto e promosso la realizzazione di questo evento. Non nascondendo la crisi che l’Europa sta attraversando, Grasso ha sottolineato che “Il futuro del progetto europeo dipenderà dalla nostra capacità di costruire anche promuovendo la cultura, l’arte, la bellezza, quell’ identità europea, quel senso di appartenenza a un’unica collettività che è la migliore garanzia per il nostro comune destino. [.]Ringrazio soprattutto voi giovani musicisti e i coristi che con la vostra arte parlate ai nostri cuori di fiducia e di speranza”.

L’intensità della serata è stata coronata dalla presenza in sala di un’ospite d’eccezione, lo stesso Maestro Abreu a cui sono andati applausi scroscianti prima e dopo il concerto.

Nei visi dei ragazzi, mentre suonavano, negli sguardi pieni di concentrazione ma anche di gioia pura, come solo occhi bambini sanno esprimere, sembrava di intravedere quel seme di vita che Abreu ritiene possa gettare la musica facendo superare le difficoltà materiali, le situazioni di disagio per rendere nonostante tutto, la propria esistenza bella e ricolma di ricchezza spirituale.

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