I “Silenziosi” Legnanesi alla scoperta dell’Oro…

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Una rocambolesca gita seppur altamente culturale ci sarà molto difficile da dimenticare.

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Non solo che ci ha permesso di visitare due differenti miniere di diversi aspetti assai istruttivi ma anche d’averci provato risalendo ripidi sentieri facendoci lavorare con gran faticaccia le nostre provate gambe. La ragione è che il comitato non aveva potuto sondare meglio l’itinerario, visto che il pullman dove ci aveva portato s’era soffermato al paese di Ornavasso dopo aver constatato che l’accesso alla miniera di Ornavasso (3 km circa) era stato proibitivo di raggiungerlo col proprio mezzo.

Comunque di buon lena la maggior parte dei partecipanti sono riusciti a raggiungere quella miniera perfino anziani ed arzilli signori ma per gli altri avevano dovuto attendere l’arrivo dello spericolato autista a farli portare lassù. Malgrado quella pecca al resto è filato tutto liscio.

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Quella scampagnata è stata organizzata il sabato del 5 luglio 2014 dall’associazione Sordi dell’Alto Milanese di Legnano con la prima tappa mattiniera all’antica cava di Ornavasso dalle parti di Verbania, una miniera  scoperta nel I° e II° secolo dopo Cristo e divenuta molto pregiata per il marmo rosa ed sfumato con varie strie di vari colori molto ambito ed sfruttato per le costruzioni del Duomo di Milano, la Certosa di Pavia, Duomo di Pavia, l’Arco della Pace di Milano ed altre chiese ed absidi. Dal ventre della montagna del Candoglia che ha partorito migliaia di blocchi di marmo nobile nell’arco di quasi due mila anni ha fatto crescere di prestigio molti monumenti dando la possibilità di ammirare e vantare i nostri capolavori italiani.

La visita s’è potuta comprendere meglio perché abbiamo avuto per fianco una brava interprete dei segni: Antonella coadiuvato dalla paziente guida locale: Stefano della cava Moschini. Nel tardissimo mezzodì ci siamo recati all’antica trattoria del Boden dove i fortunati hanno potuto non solo a saziarsi ma anche ad assaggiare molti manicaretti offerti dal ristoratore e simpatico Enzo.

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Un pranzo da leccarsi i baffi …ed anche di ritornarci ancora… Senza fretta in perfetto orario anche se abbiamo incontrato degli intoppi nel traffico a Ornavasso col nostro pullman siamo giunti a Borca di Macugnaga nell’alta valle Anzasca ad 1200 metri sul livello del mare dove di sfuggita si poteva scorgere il Monte Rosa (Mt. 4633). Dalla miniera del Borca chiamata così “Miniera d’Oro della Guia” visitandola in lungo 1 km di cunicoli con varie soste in piccoli spiazzi abbiamo scorto pareti punteggiati d’oro, polveri di biossido di silice nocivi per la salute, pezzi di porfido ed altri materiali grezzi per la costruzione di tegole, pietre da pavimenti e per altri manufatti. Una escursione sotterranea che abbiamo superato di 40 minuti con addosso mantelline impermeabili, caschi, procedendo in fila indiana ed stando attenti a non farsi perdere nei vari bivi ed labirinti inesplorati. Inoltrando in quella miniera come altre volte che avevamo visitato a qualcuno s’è evocato dei sacrifici e pericoli di salute che operano quei minatori.

Terminata la missione culturale anche un po’ straordinaria siamo tornati a Legnano in tardissima serata, stanchi, soddisfatti… ed con addosso pulviscoli d’oro…

Del Grosso Giuseppe

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