Veneto. Disabili, tredicimila firme contro Remo Sernagiotto

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Il suo gruppo regionale conferma la candidatura alle prossime elezioni europee «Fondi al sociale mantenuti, ma bisogna smetterla con le politiche assistenziali»

di Daniele Ferrazza

421VENEZIA. Arrivano con tredicimila firme in consiglio regionale durante la discussione sul bilancio di previsione. Irappresentanti delle associazioni dell’handicap che hanno deciso di muovere guerra all’assessore alle Politiche sociali Remo Sernagiotto, di cui chiedono le dimissioni «per il suo comportamento irriguardoso verso disabili e famiglie» e le «irragionevoli e confuse proposte». Proprio nel giorno in cui il gruppo regionale ufficializza la candidatura dell’assessore alle elezioni europee: «E’ il nostro candidato» sintetizza il capogruppo Leonardo Padrin.

ImmagineveMa è evidente che Sernagiotto, ormai, è riuscito a mettere tutti d’accordo sulla sua uscita da Palazzo Balbi. Il Nuovo centrodestra – non più tardi di un mese fa – era disposto ad appoggiare una mozione di sfiducia individuale. Sospesa solo dall’accordo a sostenerlo alle Europee e alla sua sostituzione nel ruolo di assessore.

I rappresentanti delle associazioni storiche dell’handicap, che sono stati ricevuti ieri mattina dal presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e dai consiglieri Bonfante e Fasoli (Pd) chiedono il ripristino nel 2014 delle risorse regionali stanziate per la non autosufficienza e per i servizi alla disabilità. «Ai diritti umani deve inchinarsi anche la giunta Zaia» è il titolo della petizione presentata da Fish, Anffas, Uildm a nome delle migliaia di persone disabili e delle loro famiglie che – hanno spiegato Flavio Savoldi e Ivano Platolino della Fish – non vedono più garantiti i livelli essenziali di assistenza a causa dei tagli ai servizi domiciliari, ai progetti di vita indipendente, ai centri diurni e residenziali.

Ma i malumori contro Sernagiotto arrivano anche dalle associazioni dei ciechi e dei sordi, che hanno portato la voce dei loro oltre undicimila iscritti (tremila non udenti e ottomila non vedenti o ipovedenti): «Il Veneto era una regione modello per i servizi alle persone con disabilità sensoriale, con l’azzeramento dei fondi a bilanci siamo il fanalino di coda» spiegano il presidente regionale dell’Ens Giuliano Nicetto Boaretti e la presidente dell’Uic veneta Gabriella Zuccarato.

L’assessore di Montebelluna, replica: «Su cinque milioni di veneti solo 13 mila chiedono le mie dimissioni: una nullità. Ma credo che l’atteggiamento di queste associazioni sia frutto di una cattiva interpretazione. Se protestano per l’assegno di cura devono rivolgersi al collega Luca Coletto. Dico di più: in questi tre anni abbiamo realizzando riforme storiche sul sociale, abbandonando il modello assistenzialista per abbracciare una politica sociale diversa dal passato. Ho difeso le risorse fino all’ultimo centesimo, dalla delibera di 735 milioni sbloccata a inizio anno ai fondi per la disabilità: 65 milioni sulla residenzialità, 69 per i Ceod e 5 per le attività alternative. Questi c’erano nel 2013, ci saranno nel 2014. Nessun taglio delle risorse».

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