Il protagonista della truffa delle Olimpiadi per sordi condannato a 14 anni di carcere

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La vicenda giudiziaria della truffa ai Giochi Olimpici dei Non Udenti che si dovevano tenere in Slovacchia nel 2011 si è conclusa con una sentenza di condanna a 14 anni e sei mesi di carcere per l’allora presidente del comitato organizzativo.

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Foto: timrich26@flickr

A deciderlo è stata ieri la sezione di Banska Bystrica della Corte penale specializzata di Pezinok, che ha così rivisto (al rialzo) la precedente decisione della Corte distrettuale della stessa città di un anno fa, confermata nel luglio di quest’anno dalla superiore Corte regionale. Anche al verdetto attuale il condannato può chiedere appello a un livello superiore di giudizio, anche se per il momento non ci sono segnali in questo senso, ha scritto Tasr. Jaromir Ruda, capo del comitato per le Olimpiadi dei Non Udenti, avrebbe accettato il verdetto senza apparenti emozioni, ha scritto il quotidiano Sme, sapendo che rischiava fino a 20 anni di carcere. Secondo il suo avvocato, Ruda davvero voleva organizzare i giochi, ma semplicemente non è riuscito a gestirli, tesi contestata dal pubblico ministero che ha sottolineato come l’imputato ha preso soldi anche, ad esempio, da atleti ucraini quando già sapeva che l’evento non si sarebbe potuto tenere.

Ruda era stato condannato da un giudice di primo grado a 13 anni con l’accusa di appropriazione indebita di 1,6 milioni di euro stanziati dal governo per la manifestazione, prevista tenersi presso la zona si Strbske Pleso negli Alti Tatra nel febbraio 2011. L’evento fu però annullato poco prima quando si scoprì che la maggior parte delle sedi delle gare non era stata completata. Ruda fu arrestato nel febbraio 2011 mentre sembra stesse cercando di fuggire dal paese, e da allora è in carcere.

In totale gli viene attribuita la sottrazione di 12 milioni di euro e una gran brutta figura che la Slovacchia ha fatto a livello internazionale imbarazzando l’allora governo Radicova. Al momento della cancellazione, alcuni atleti erano già arrivati nel Paese, o in viaggio, e dovettero ritornare a casa senza poter gareggiare.

(Red)

http://www.buongiornoslovacchia.sk

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