Giovanni Fortunato, sordomuto, ricoverato per ictus muore per peritonite: 28 indagati

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BRINDISI – Giovanni Fortunato, 36 anni, sordomuto di San Donaci è stato ricoverato il 19 agosto scorso con una diagnosi di ictus giovanile.

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Ma è poi morto per peritonite in seguito ad un intervento chirurgico dovuto ad una lesione gastrointestinale. Ventotto persone, tra medici, infermieri e personale sanitario degli ospedali di Brindisi e San Pietro Vernotico, sono ora indagate a vario titolo per cooperazione in omicidio colposo del giovane sordomuto.

L’uomo era stato ricoverato per un ictus, si legge nell’atto di ordinanza dell’autopsia che la procura di Brindisi ha fatto notificare ad indagati e parli lese. La salma sarà riesumata, così come richiesto dai famigliari, il 5 settembre prossimo. Il pm titolare del fascicolo, Savina Toscani, conferirà l’incarico al medico legale Biagio Solarino che si occuperà di eseguire, lo stesso giorno, l’autopsia.

Giovanni Fortunato fu ricoverato per la prima volta lo scorso 6 agosto presso l’ospedale di San Pietro Vernotico. Lo stesso giorno fu dimesso ma le sue condizioni si aggravarono tanto da essere ricoverato al Perrino di Brindisi, per un ictus. Il 17 agosto, poi, venne sottoposto a un intervento chirurgico per una lesione gastrointestinale. Il 36enne morì due giorni dopo l’intervento.

Il 20 agosto sono stati celebrati i funerali: solo dopo è stata formalizzata la denuncia che ha dato il via all’inchiesta. Si tratta del secondo decesso per peritonite verificatosi in pochi giorni nel Brindisino e della seconda inchiesta avviata dalla magistratura su impulso dei parenti: il 9 agosto era morto a causa di una occlusione intestinale il 69enne di San Pancrazio, Giovanni Leo: 10 medici del Perrino di Brindisi sono indagati per omicidio colposo.

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