Acilia, al via un corso sulla lingua dei segni e sulla cultura dei sordi

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Il seminario, gratuito, si svolgerà il sabato presso la sede dell’Associazione culturale e ricreativa dei sordi del municipio X a piazza Capelvenere a partire dal 21 settembre

L’Associazione culturale e ricreativa dei sordi del municipio X organizza un ‘Corso di sensibilizzazione sulla Lis, lingua dei segni, e sulla cultura dei sordi con il patrocinio del Municipio X.

lis_cuoreIl corso gratuito è di 30 ore ed inizierà il giorno 21 settembre 2013. Le lezioni si terranno il sabato mattina presso la sede dell’associazione in largo del Capelvenere, 6 ad Acilia. Il 13 settembre, alle ore 17, si svolgerà una riunione informativa presso la stessa sede dell’Associazione. Il corso è particolarmente rivolto a coloro che lavorano presso le strutture a contatto diretto con l’utenza, incluso quella sorda, quali Asl, ospedali, uffici comunali, uffici postali e forze dell’ordine. La conoscenza di informazioni in questa lingua faciliterà la comunicazione tra persone sorde ed udenti rendendo più facile e concreta l’integrazione delle due comunità sul nostro territorio.

Per ricevere informazioni o iscriversi al corso, è possibile rivolgersi il sabato pomeriggio dalle ore 17alle ore 19 presso la sede dell’Associazione dei sordi in largo del Capelvenere 6, ad Acilia, oppure inviando una mail a info@aciliasordi.it.

 

La lingua dei segni

La lingua dei segni è una lingua che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo. È utilizzata dalle comunità dei segnanti a cui appartengono in maggioranza persone sorde. È unacomunicazione che contiene aspetti verbali (i segni) e aspetti non verbali (le espressioni sovrasegmentali di intonazione per esempio) come tutte le lingue parlate o dei segni.

La comunicazione avviene producendo quelli che a un profano possono sembrare dei banali gesti, ma che sono in realtà precisi segni compiuti con una o entrambe le mani, che, a differenza di quelli percepibili nell’ordinaria gestualità, hanno uno specifico significato, codificato e assodato, come avviene per le parole. A ognuno di essi è assegnato un significato, o più significati. Le lingue dei segni sfruttano il canale visivo-gestuale, perciò il messaggioviene espresso con il corpo e percepito con la vista.

Le lingue dei segni sono afferenti alle comunità dei sordi sparse su tutto il mondo: a diverse nazioni corrispondono diversi sistemi di segni, e quindi una diversa lingua:

E cosi via. Esiste anche la proposta di una lingua internazionalmente valida, il Signuno, basata sull’esperanto.

C’è da sottolineare poi che, al pari di quanto avviene con gli ordinari linguaggi, le lingue dei segni possono presentare, all’interno dello stesso paese, leggere varianti regionali e, in certi casi, perfino all’interno di una stessa città tra circoli di diversi istituti (vedi il caso della LIS e delle sue varianti dialettali e delle sue varianti nella città di Roma ad es. tra l’istituto di via  Nomentana e lo Smaldone).

Storia

La comunicazione visiva dei sordi è nota sin dall’antichità, anche se le notizie su quello che allora veniva chiamato linguaggio mimico o dei gesti sono molto frammentarie. Il primo a descrivere nei suoi scritti in modo più sistematico la lingua dei segni usata dai suoi studenti sordi è l’educatore e fondatore della Scuola di Parigi per sordi, l’Abbè de L’Epèe, che, nella seconda metà del 700, decide di utilizzare questa forma di comunicazione per insegnare la lingua scritta e parlata aggiungendo dei segni da lui creati corrispondenti ad elementi grammaticali e sintattici della lingua francese.

Sicard, successore di L’Epèe, è stato un grande studioso della lingua dei segni e in generale tra gli illuministi francesi, nello stesso periodo, si può riscontrare un interesse per i diversi aspetti della comunicazione umana. Lo statunitense Thomas Hopkins Gallaudet, affascinato dall’opera di Sicard, si reca in Francia e dopo un anno di tirocinio presso l’istituto dei sordi di Parigi, decide di ritornare in patria nel 1816. Nel viaggio di ritorno in nave durato un anno impara la lingua dei segni francese (LSF) da un educatore sordo dell’istituto che porta con sé: Laurent Clerc. Gallaudet ha portato negli Stati Uniti la lingua dei segni francese, che si diffonde grazie alla nascita di istituti per sordi (la prima scuola è quella di Hartford nelConnecticut), e combinandosi con dei segni allora in uso presso la popolazione locale, ha dato origine alla lingua dei segni americana (Asl) (possiamo infatti notare ancora oggi delle somiglianze significative tra la Lsf e l’Asl). Gallaudet è famoso, inoltre, per aver fondato la prima università al mondo per sordi.

Anche in Italia esiste e viene usata una lingua dei segni tra i sordi: esistono testimonianze al riguardo di educatori sordi della prima metà dell’800. Ma il Congresso di Milano del 1880 e la svolta rigidamente oralista che ad esso si accompagna impedisce che questa forma di comunicazione abbia un’ampia diffusione soprattutto in ambito educativo: proibita nelle classi si diffonde nei corridoi con un conseguente impoverimento linguistico e una conseguente mancanza di consapevolezza che la lingua dei segni italiana costituisca la lingua madre dei sordi, non inferiore alla lingua degli udenti. In tutti i paesi, comunque, la lingua dei segni inizia ad essere studiata da un punto di vista linguistico solo a partire dagli anni sessantaWilliam Stokoe, un ricercatore americano, fu il primo a dimostrare che questa forma di comunicazione non è una semplice mimica, ma una vera lingua, con un suo lessico e una sua grammatica, in grado di esprimere qualsiasi messaggio.

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