Da Venezia a Cartagena in bici, la folle impresa è per i bimbi sordi

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Juan Antonio Conesa, “ultra” corridore 37enne, è partito stamattina da piazzale Roma per una impresa da record e per raccogliere fondi

di Gabriele Vattolo

Juan Antonio Conesa, da Venezia a Cartagena in bicicletta „Le prime fasi del lungo viaggio“
Juan Antonio Conesa, da Venezia a Cartagena in bicicletta
„Le prime fasi del lungo viaggio“

Quasi duemila chilometri in sella a una bicicletta: 1950 per la precisione. Da Venezia a Plaza del Ayuntamiento a Cartagena, in Spagna. Juan Antonio Conesa, “ultra” corridore di 37 anni, è partito da piazzale Roma (più in là per ovvi motivi non si può) per infrangere i propri record di resistenza e, soprattutto, per aiutare la raccolta fondi di una associazione spagnola che aiuta i bambini con difficoltà di udito (APANDA, Asociación de Padres de Niños con Discapacidad Auditiva).

Così in cinque giorni (arrivo previsto lunedì 24 giugno) l’atleta intende superare Alpi e Pirenei con una media di poco meno di 500 chilometri a tappa e tagliare il traguardo. I primi due giorni ore di sonno ridotte al lumicino, se non assenti, per superare in 36 ore le Alpi. Ce la farà? Intanto stamattina è riuscito a oltrepassare indenne il ponte della Libertà, scortato dal suo team composto da un’auto medica, un altro furgone attrezzato e sanitari.

La bici, ultramoderna con ruote a quattro raggi, pare abbia fatto una capatina anche sul ponte della Costituzione per le foto di rito prima di iniziare l’avventura. Un’impresa che può essere seguita passo passo attraverso l’hashtag Twitter #APANDACartagenaVeneciaNonStop, oppure attraverso il sito TraceMyWay. Juan Antonio Conesa è padre di un bimbo sordo. Si è messo in sella soprattutto per lui.

http://www.veneziatoday.it/

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