Le dimissioni del Papa tra sicurezza e immunità

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La vita in Vaticano anche dopo l’addio mette al sicuro Benedetto XVI anche dalle indagini

161678671_10-770x513Alle 20 del 28 febbraio, papa Benedetto XVI abdicherà ufficialmente dal suo incarico. La sua decisione di restare “nascosto al mondo” ma di continuare a vivere entro le mura Vaticane gli consentirà di trovare quella sicurezza e quella privacy tanto sospirate, ma anche una inattaccabile protezione legale da ogni ipotetico tentativo di instaurare un procedimento penale che lo vedrebbe coinvolto in relazione allo scandalo sulla pedofilia che è esploso proprio durante il suo pontificato.

Oltre a questo, a una settimana dall’annuncio di Papa Ratzinger, esplodono numerose questioni teologiche e di diritto ecclesiastico che, ad oggi, rimangono senza risposta.

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SICUREZZA – Ne parla l’Huffington Post, che cita Reuters: “La sua presenza in Vaticano è necessaria, altrimenti sarebbe senza difesa. Non avrebbe la sua immunità, le sue prerogative e la sua sicurezza se si trasferisse altrove” – spiega una fonte in Vaticano, che preferisce restare anonima – È necessario che resti qui, perché possa vivere dignitosamente i suoi ultimi anni”. Secondo gli addetti ai lavori, se Papa Ratzinger dovesse decidere di andare altrove sorgerebbero problemi di ordine pubblico: la nuova residenza dell’ex-pontefice diventerebbe meta di pellegrinaggi, mentre a Castel Gandolfo sarebbe protetto e al sicuro.

IMMUNITÀ – Ma non è solo un problema di incolumità fisica perché, scegliendo di restare in Vaticano, Joseph Ratzinger sarà al sicuro anche da eventuali processi che lo vedrebbero coinvolto: nel 2010 il suo nome compariva tra quelli degli imputati un un procedimento d’accusa che lo accusava di non aver fatto nulla nonostante sapesse di un sacerdote che aveva abusato di un ragazzino americano sordomuto. Il fatto, accaduto decenni prima, era stato riferito a Ratzinger nel 1995, quando era ancora cardinale. Il procedimento era stato poi ritirato nel 2012 e per il Vaticano si era trattato della dimostrazione che il Pontefice non poteva essere ritenuto responsabile delle azioni di quei sacerdoti che hanno commesso abusi sui minori.

 

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VATICANO INVIOLABILE – Nonostante il nome di Benedetto XVI non compaia in nessun’altro procedimento, in Vaticano si teme che, qualora il Papa decidesse di andare a vivere altrove, possano piombargli addosso altri procedimenti o, dice ancora l’anonimo portavoce vaticano, “che qualche magistrato possa arrestarlo come è successo ad altri ex capi di stato accusati quando erano al potere”. Questa immunità è garantita dai Patti Lateranensi, stipulati nel 1929 tra lo stato Italiano e il Vaticano: in virtù di questo accordo, il Vaticano veniva dichiarato come “un territorio inviolabile e neutrale, in relazione a qualsiasi tipo di evento”.

INFALLIBILITÀ PONTIFICIA – Dalle pagine del The New York Times Rachel Donadio si chiede se l’infallibilità pontificia rimanga tale anche quando un Pontefice decide di rinunciare alla sua missione. Perché se tutto quello che un Papa scrive o dice è considerato infallibile, è altrettanto vero che questo vale solo quando il Pontefice parla come leader della Chiesa Universale. Lo ha precisato anche Padre Lombardi: una volta che avrà adbicato, Benedetto XVI non avrà più l’autorità di pronunciare alcun dogma. Ma si tratta di una questione spinosa, anche da un punto di vista strettamente teologico: “Come può una persona essere considerata infallibile e poi non  più infallibile?” – Si chiede Ken Pennington, docente di diritto canonico alla Catholic University of America di Washington.

IL NUOVO PAPA – Poiché si tratta della prima abdicazione pontificia nella storia della Chiesa moderna, restano aperte numerose questioni sul ruolo che Benedetto XVI rivestirà una volta smesso l’abito pontificale. E, secondo il New York Times, nonostante il Vaticano cerchi di dissimulare la propria preoccupazione, in molti si chiedono come sarà il clima in Vaticano con due papi viventi. “Si tratta di una situazione mai sperimentata prima – dice Andrea Tornelli, Vaticanista de La Stampa e di Vatican Insider – Dicono di essere tranquilli, ma è difficile dire quale sarà il ruolo del nuovo Pontefice. Sarà in grado di prendere nuove decisioni che vanno contro quelle di Benedetto?”.

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