La pandemia colpisce i più poveri: come sono cambiati i redditi dopo il Covid

"Mappa Roma" ha analizzato e messo su carta le variazioni di guadagno tra il 2019 e il 2020 nei quartieri della Capitale. Dove il disagio sociale è già forte, i contribuenti hanno accusato maggiormente la crisi

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Dove ha colpito di più economicamente la pandemia da Covid-19 a Roma?

Nelle zone periferiche della città. A scoprirlo è “Mappa Roma”, il gruppo di lavoro di Salvatore Monni, Katia Lelo e Federico Tomassi che ha analizzato i dati del Mef sulle dichiarazioni dei contribuenti romani nel 2021 riferite al 2020.

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di Valerio Valeri

A pagare la crisi sono sempre i più poveri

I tre ricercatori si sono resi conto che nel passaggio tra il 2019 e il 2020 i quartieri più benestanti (fondamentalmente quelli compresi tra il I e il II municipio) hanno incrementato i redditi medi di 464 euro, mentre in quelli più lontani dal centro (in particolare il VI e il X) e già in condizioni sociali più critiche, la riduzione è arrivata fino a 84 euro.

Roma è la grande città che accusa un calo di reddito minore

Mettendo a confronto le dichiarazioni del periodo pre-Covid con quelle post-lockdown 2020, “Mappa Roma” ha innanzitutto constatato che tra le grandi città, la nostra è quella che ha tenuto più botta, avendo un’economia più diversificata: la contrazione del reddito è arrivata a 228 euro in meno, mentre a Venezia e a Firenze, dove il turismo è il pane quotidiano, il calo ha sfiorato i 1.400 euro per i lagunari e gli 800 euro nella città del Giglio, dove lo stop agli spostamenti e la chiusura di musei e alberghi hanno rappresentato un colpo durissimo. Un dato che invece pone Roma al primo posto è quello relativo alla riduzione del numero di contribuenti che dichiarano redditi: -34.000 per la Città Eterna, rispetto ai -21.000 di Milano.

Le tante “Rome”: l’abisso di reddito tra Parioli e Tor Bella Monaca

Analizzare i 730 e gli F24 dei romani conduce all’ennesima conferma di una diseguaglianza importante tra quartieri e quartieri, che tocca tutti gli ambiti: salute, istruzione, occupazione e opportunità. E visto che le statistiche fornire dal Mef suddividono i numeri anche per Cap, è stato possibile rendersi conto delle differenze tra i singoli quartieri in maniera inconfutabile: ai Parioli, il quartiere dei professionisti di grido e dei circoli esclusivi, il reddito medio è di 69.000 euro, mentre a Tor Bella Monaca e Ponte di Nona – dove il disagio sociale è maggiore, tra palazzoni popolari e occupazioni abusive, non si va oltre i 18.500. A Ostia Ponente, lembo a sud-ovest della Capitale, il trend è di poco positivo con circa 21.000 euro di reddito medio, mentre proprio accanto tra Palocco, Infernetto, Spinaceto, Trigoria e Vallerano si va dai 29.000 ai 31.000. Un abisso rappresentativo di una città che ne contiene tante assieme, molto differenti tra loro.

Le conseguenze della pandemia a Prati

Per quanto riguarda la variazione del reddito medio, è interessante notare come il centro storico abbia vissuto un “upgrade” importante con +1.900 euro pro capite, mentre nel quadrante Quirinale-Spagna-XX Settembre la stessa cifra è da considerare in negativo. Migliorano rispetto al 2019 Nomentano e Policlinico, Monteverde-Colli Portuensi, San Paolo e Salario-Africano con positivi che variano da +1-600 a +780. La dinamica negativa di alcune zone, inclusi Prati-Giulio Cesare e Prati-Borgo (rispettivamente -540 e -890 euro) è spiegabile con la diffusione quasi totale dello smartworking, che ha causato la chiusura di attività commerciali come bar e ristoranti un tempo attivissimi grazie ai numerosi uffici e studi professionali presenti e la quasi totale scomparsa dei flussi turistici diretti al Vaticano.

 

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