Festa del Cinema di Roma: varietà, qualità, internazionalità

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di Vittoria Scarpa – 45 film e documentari in Selezione ufficiale, 24 anteprime mondiali, 14 incontri, e poi eventi speciali, retrospettive e omaggi. Per il suo secondo anno da direttore artistico, Antonio Monda conferma la dimensione “festa” dell’evento cinematografico della capitale, senza concorso (solo il premio del pubblico), senza madrine, puntando tutto su “varietà, qualità e internazionalità”.

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Sono 26 i paesi rappresentati quest’anno alla Festa del Cinema di Roma (11a edizione dal 13 al 23 ottobre) e tanti i generi, dalla commedia al melodramma, dal western all’horror, con temi ricorrenti la diversità – a partire dal film d’apertura, Moonlight di Barry Jenkins, su un giovane di colore di un quartiere malfamato di Miami che scopre la propria omosessualità – e il lavoro, la politica, l’Olocausto (il controverso Denial [+leggi anche:
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di Mick Jackson).

Tra le novità di quest’anno, la fascia denominata “Tutti ne parlano” con alcuni tra i migliori film presentati in altri festival e non ancora distribuiti in Italia (tra questi, La tartaruga rossa [+leggi anche:
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di Michael Dudok de Wit), un ciclo di proiezioni nel carcere di Rebibbia e una nuova “sala”, il Mazda Drive-in al quartiere Eur. Invariati i tre pilastri del festival: i film, le retrospettive e gli incontri, perché “la caratteristica di questa Festa – ricorda Monda – è che gli artisti vengono qui a parlare di cinema e non solo a sfilare sul red carpet”. Tra i tanti protagonisti degli Incontri ravvicinati figurano così Tom Hanks (che riceverà il Premio alla carriera e gli sarà dedicata un’ampia retrospettiva), Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Andrzej Wajda, Meryl Streep, Viggo Mortensen e Oliver Stone. Le altre due Retrospettive di quest’anno sono riservate alla politica americana, in vista delle imminenti elezioni presidenziali, e al regista de Il deserto dei tartari, Valerio Zurlini.

Quanto ai titoli in Selezione ufficiale, quattro sono italiani: ruotano attorno al tema del lavoro 7 minuti di Michele Placido, Sole cuore amore di Daniele Vicari e l’opera prima Maria per Roma di Karen Di Porto, una commedia che Monda definisce “intelligente, nuova e fresca: la vera scommessa di quest’anno”. Il quarto titolo italiano è Napoli ’44 di Francesco Patierno, interessante mix tra documentario e finzione. Tra i titoli europei in selezione, Florence Foster Jenkins [+leggi anche:
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di Stephen Frears, Into the Inferno di Werner Herzog, Afterimage [+leggi anche:
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di Andrzej Wajda, la coproduzione tedesca Snowden [+leggi anche:
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di Oliver Stone, e poi ancoraFritz Lang di Gordian Maugg,The Secret Scripture di Jim Sheridan, con Vanessa Redgrave, Irréprochable [+leggi anche:
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di Sébastien Marnier, The Rolling Stones Olé Olé Olé! di Paul Dugdale (sul concerto della leggendaria band a Cuba), il nuovo film di Alexandros Avranas, True Crimes, con Jim Carrey, e il film di chiusura, coprodotto dal Regno Unito, Lion [+leggi anche:
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di Garth Davis, con Nicole Kidman.

In guerra per amore di Pif sarà presentato in pre-apertura il 12 ottobre, così come La guerra dei cafoni di Davide Barletti e Lorenzo Conte (il 9 ottobre), con Claudio Santamaria. Omaggi a Michael Cimino, Luigi Comencini, Gregory Peck e Alberto Sordi, tra i tanti altri. Tra gli eventi speciali, la proiezione e reunion del cast de Il paziente inglese vent’anni dopo, con Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott Thomas. Non mancherà, infine, la sezione industry con il MIA, il mercato internazionale dell’audiovisivo che si terrà dal 20 al 24 ottobre e il cui programma dettagliato sarà presentato l’11 ottobre. Per il programma della sezione autonoma e indipendente Alice nella Città clicca qui.

 

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