Bangladesh, una bambina su tre si sposa prima dei 15 anni. E il governo non fa nulla per impedirlo

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Se da un lato Dakka promette da anni un serio imegno contro i matrimoni infantili, dall’altro propone di abbassare l’età minima per gli sposalizi. Un’ambiguità che assieme a povertà e disastri naturali rende le bengalesi tra le donne più vulnerabili al mondo

di CHIARA NARDINOCCHI – 10 giugno 2015

154223412-793ee52f-5456-40a5-9921-01a71efbb819Niente giochi e spensieratezza. L’infanzia delle bambine bengalesi dura poco, il tempo di crescere abbastanza e diventare una delle migliaia di bambine date in sposa spesso anche prima della pubertà. I numeri spietati e sconfortanti sul matrimonio infantile in Bangladesh sono stati raccolti in un rapporto di Human rights watch che attraverso diverse testimonianze ricostruisce il destino crudele che spetta a centinaia di migliaia di bengalesi. Inutili le promesse arrivate dal governo di Dakka, la corruzione e l’indifferenza infatti continuano a incoraggiare una pratica diffusa soprattutto in quelle zone dove povertà, mancanza d’istruzione e disastri naturali persuadono le famiglie a sbarazzarsi il prima possibile di una bocca da sfamare e incassare la dote che spesso diveta un mezzo di sostentamento per interi nuclei familiari.

Spose bambine e disastri naturali. Secondo i dati dell’Unicef il Bangladesh è il paese al mondo con il più alto tasso di matrimoni contratti da bambine al di sotto dei 15 nni. Mentre il 2% delle spose arriva all’altare prima degli 11. Un fenomeno diffuso principalmente nelle zone rurali più povere, dove le famiglie non hanno mezzi per mandare a scuola le figlie e vedono nel matrimonio non solo un modo per sopravvivere, ma anche per salvarle da soprusi e molestie sessuali ancora molto diffusi nel paese. L’analisi inoltre fa emergere un altro dato. Forte infatti è l’influenza che i disastri naturali hanno sull’aumento dei matrimoni infantili. Il Bangladesh è una delle zone al mondo più vulnerabili a inondazioni, frane e cambiamenti climatici.

Il nesso con i disastri naturali. Molti testimoni hanno dichiarato di aver dato in sposa la figlia ancora minorenne in seguito alla perdita di casa e terreni dovuta a frane e inondazioni. “Il matrimonio precoce  –  afferma Heather Barr, ricercatrice Hrw  sui diritti delle donne –  è un’epidemia in Bangladesh  e peggiora in seguito ai disastri naturali. Il governo del ha detto alcune cose giuste, ma la proposta di abbassare l’età del matrimonio per le ragazze invia il messaggio opposto. Il governo dovrebbe agire prima che un’altra generazione di ragazze sia perduta”.

Leggi e corruzione. Sebbene il matrimonio infantile sia molto diffuso, non è figlio di un vuoto normativo. Dal 1929 il governo del Bangladesh vieta i matrimoni precoci e dal 1980 l’età minima per sposarsi è stata fissata a 18 anni per le donne e 21 per gli uomini. Leggi sorde in un paese dove il 65% delle donne diventa moglie prima della maggiore età.  A renderle inutili è l’alto tasso di corruzione degli amministratori locali che per qualche dollaro chiudono un occhio sull’età della sposa arrivando in alcuni casi a redigere cetificati di nascita falsi. Nel caso in cui il funzionario di turno si attenga alle leggi dello stato, le famiglie aggirano l’ostacolo rivolgendosi ad amministratori di altre giurisdizioni.

Promesse e contraddizioni. A fronte delle pressioni dei vari capi di governo, durante il Girl Summit di Londra del 2014, il primo ministro bengalese Sheikh Hasina aveva proposto una serie di iniziative per contrastare il matrimonio infantile e porre fine al fenomeno entro il 2041. Ma delle tante promesse fatte, nessuna è stata rispettata. Al contrario da Dakka è giunta la proposta di abbassare il minimo d’età delle ragazze dai 18 ai 16 anni. Una mancanza d’impegno che stride con i risultati raggiunti dal governo che in vent’anni ha ridotto del 25% la povertà nel paese, raggiunto la parità di genere nelle iscrizioni scolastiche e dal 2000 ha diminuito del 40% la mortalità delle donne durante il parto.

Facilitare l’accesso alle informazioni. “L’inazione del governo sulle spose bambine  –  conclude Barr  –   sta causando un danno devastante per uno dei più grandi asset del paese: le sue giovani donne. Il governo dovrebbe impegnarsi per contrastare l’abbandono scolastico,  aiutare le ragazze a rischio di matrimonio precoce, combattere le molestie sessuali  e facilitare l’accesso alle informazioni sulla salute riproduttiva e contraccezione. Soprattutto, il governo dovrebbe far rispettare la propria legge contro il matrimonio infantile”.

http://www.repubblica.it

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