Nuovo Isee bocciato dal Tar, esultano i disabili che avevano fatto ricorso

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Pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento non possono essere considerati redditi ai fini del calcolo dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente).

isee2A dirlo è il Tar del Lazio con la sentenze n° 2454-2458-2459 del 2015 relativa al ricorso che era stato presentato nell’aprile 2014 contro la Presidenza del Consiglio dei ministri da un cartello di organizzazioni riunite nell’Utim (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) e nell’Associazione «Promozione Sociale» di Torino.

Il nuovo Isee, entrato in vigore il 1° gennaio scorso, è dunque illegittimo laddove prevede che nel reddito complessivo siano conteggiate anche le indennità e le pensioni percepite dal soggetto che vive in una situazione di accertata disabilità.

Essendo la nostra Associazione tra quelle che hanno promosso il ricorso al TAR, esprimiamo la nostra soddisfazione e quella dei nostri soci perché queste sentenze rendono giustizia alle persone con disabilità e ai loro familiari e sanciscono un principio da anni dichiarato da tutto il movimento delle persone con disabilità: la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento non sono redditi e non generano alcuna “ricchezza”, anzi il contrario.

È infatti incontrovertibile il fatto che la presenza in famiglia di una persona con disabilità esponga la famiglia stessa a rischio di impoverimento.

La sentenza del Tar supera anche la grave discriminazione riguardo alle franchigie variabili previste dal nuovo Isee, a seconda che il disabile sia maggiorenne o minorenne: «non è dato comprendere per quale ragione le detrazioni siano incrementate per i minorenni, non individuandosi una ragione per la quale al compimento della maggiore età una persona con disabilità sostenga automaticamente minori spese ad essa correlate».

Per evitare il disorientamento delle famiglie dei disabili ed il prevedibile caos nei Caf è necessario che la Regione Toscana solleciti il Governo a modificare in tempi brevi il decreto in modo che vengano rispettate le considerazioni espresse dal Tar.

Fonte: Associazione In nome dei diritti onlus

http://www.gonews.it/

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