La Francia vieta il burqa, e Strasburgo le dà ragione: nessuna violazione dei diritti

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La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il no al velo integrale non limita la libertà di religione né la vita privata

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La legge francese che impone il divieto di portare il burqa in quanto vieta di nascondere integralmente il viso non viola il diritto alla libertà di religione nè quello al rispetto della vita privata. E’ quanto stabilisce la Corte europea dei diritti umani.

Era il 2010 quando la Francia – primo Paese in Europa – imponeva il divieto di indossare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici. Nel settembre di quattro anni fa, infatti, il parlamento francese approvava in via definitiva una legge ad hoc. Multa di 150 euro – o seguire uno stage di “educazione civica” – per le donne che non avessero rispettato la proibizione. Chiunque invece avesse obbligato una donna a coprirsi completamente avrebbe rischiato un anno di carcere e 30mila euro di multa. Il testo non menzionava esplicitamente il velo integrale, bensì la “dissimulazione del volto nei luoghi pubblici”, che includono strade e piazze e “i luoghi aperti al pubblico” (negozi, bar e ristoranti, parchi, trasporti) o “destinati a un servizio pubblico” (scuole, ospedali, uffici).

Oggi, intanto, il deputato leghista e neo parlamentare europeo Gianluca Buonanno, si è messo in luce per una nuova trovata: nel giorno dell’insediamento della nuova legislatura si è presentato a Strasburgo indossando un burqa: ”L’Europa – ha detto – rifiuta le radici cristiane ma io non voglio morire islamico”.

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