Sisma, due anni dopo: 15 mila fuori casa

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BOLOGNA – Un miliardo di euro per completare la ricostruzione degli edifici pubblici dopo il terremoto e benefici fiscali per i centri del «cratere». A due anni esatti dalla prima scossa che ha colpito l’Emilia, il presidente della Regione, Vasco Errani, parla dei prossimi obiettivi da raggiungere per riportare la normalità nelle zone sconvolte dal sisma. Tra Bologna, Ferrara, Modena e Mantova, le scosse provocarono 28 morti, 45.000 sfollati e oltre 13 miliardi di euro di danni, in un’area che da sola produce il 2% del Pil italiano.

_0M8WWOOR_001-kYOC--180x140@CorrieredibolognaIL BILANCIO – Due anni dopo, ci sono ancora 15 mila persone, un terzo degli sfollati, fuori casa; 1.800 nei moduli abitativi provvisori – map, i container – a Mirandola, Cavezzo, Concordia, San Possidonio, Novi, San Felice e Cento, mentre 600 agricoltori abitano in prefabbricati vicino alle loro aziende ancora non ristrutturate. Ma tanto è stato fatto: più della metà delle risorse stanziate (quasi cinque miliardi di euro) è già stata impegnata nei progetti di ricostruzione; gli edifici ricostruiti sono 1.572; gran parte dei 6.345 progetti presentati ha già avuto approvazione e finanziamento e, come ha detto pochi giorni fa il presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario delegato Vasco Errani: «Sette famiglie su 10 sono ritornate nelle loro abitazioni: tra domande già accettate e prenotazioni, siamo al 90% delle pratiche».

LA RICOSTRUZIONE – «Siamo consapevoli che ci sono ancora tanti problemi — ha ammesso il presidente della Regione — ma è giusto rendere conto di ciò che si è fatto. Non per dire che siamo stati bravi, ma per dire che stiamo facendo il nostro dovere». Errani ha poi sottolineato che «non c’è un’impresa ferma nel cratere. Il lavoro è tutt’altro che finito, m la macchina funziona».

FISCO LEGGERO – Ora, tra i prossimi obiettivi da centrare, ci sono innanzitutto fondi per le opere pubbliche e fiscalità di vantaggio: «Queste due cose le otterremo — ha rassicurato Errani al termine del comitato istituzionale straordinario per il secondo anniversario del terremoto — nel giro di pochi mesi». Sul punto dei benefici fiscali, d’altronde, Errani ha già sollecitato l’interesse del ministro Dario Franceschini.

GABRIELLI: «NON È DISGRAZIA DI SERIE B» – Al fianco di Errani c’era il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che ha ricordato l’impatto economico e industriale del sisma. «Questa non è una disgrazia di serie B — ha puntualizzato Gabrielli — il terremoto ha colpito un tessuto produttivo particolarmente vivo e importante per la vita dell’intera nazione». Gabrielli ha poi sostenuto la necessità di una legge per le calamità: «È giusto che nessuno si trovi come ci siamo trovati noi: costretti a ripartire da zero senza certezze di alcun tipo. Gli strumenti che abbiamo avuto a disposizione sono assolutamente inadeguati».

BORSE DI STUDIO – Intanto, l’Assemblea legislativa regionale ha deciso di assegnare 11 borse di studio e due sussidi per un totale di 31.500 euro destinati ai figli delle vittime del sisma. Alcune delle 27 vittime delle scosse del 20 e 29 maggio 2012 hanno lasciato figli iscritti all’asilo, a scuole o all’Università. Sei borse da 2500 euro ciascuna sono andate a tre studenti delle medie e a tre delle superiori; tre, da 2000 euro ognuna, a due bambini delle elementari e un bambino dell’asilo. Una borsa e un sussidio da 4000 euro ciascuno sono stati assegnati a uno studente universitario e a un ragazzo disabile.

LE ZONE ALLUVIONATE – In tema di emergenze, Errani ha anche annunciato l’avvio della ricognizione dei danni dell’alluvione che a gennaio ha colpito il Modenese, comprese intere zone terremotate: «C’è il decreto. Faremo il riconoscimento dei danni ai privati e da giugno partiranno i cantieri per la messa in sicurezza degli argini del Secchia».

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