Soldati russi invadono la Crimea Obama: “grave violazione”

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La tensione in Crimea ha conosciuto una nuova impennata, con l’occupazione dei due aeroporti da parte di miliziani pro-russi, e l’invasione di 2.000 soldati russi denunciata da Kiev. Intanto il presidente ad interim ucraino Oleksander Turchinov ha accusato la Russia di aver aggredito il Paese invadendo la Crimea, repubblica autonoma ucraina, e si e’ appellato al presidente Vladimir Putin chiedendogli di porre fine alle provocazioni, che, ha accusato, ricordano quelle che portarono nel 2008 le truppe di Mosca in guerra con la Georgia.

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Obama: truppe russe sono elemento rischioso

La giornata si e’ aperta con i due principali aeroporti della penisola occupati: quello internazionale di Simferopoli, la capitale, da milizie di autodifesa russe, quello militare di Belbek, presso Sebastopoli, il porto che ospita la base della Flotta russa del Mar Nero, forse addirittura da militari russi.
Nel pomeriggio Kiev ha fatto sapere che gli scali erano tornati sotto il controllo delle forze di sicurezza, ma in serata a Simferopoli sono state avvistate ronde di miliziani.
Obama a Russia: intervento militare costerebbe caro

Le nuove autorita’ ucraine hanno denunciato una vera e propria “invasione”, “un’occupazione armata” compiuta “in violazione di tutti gli accordi e le norme di diritto internazionale” e ha chiesto a Londra e Washington di garantirne la sovranita’. Kiev ha protestato in serata sia per la violazione dello spazio aereo da parte di almeno 10 elicotteri russi, che hanno oltrepassato il confine con la Crimea, sia per la violazione dell’accordo che consente a Mosca di mantenere la Flotta del Mar Nero a Sebastopoli.
La Casa Bianca ha intimato alla Russia di non interferire in Ucraina, perche’ qualsiasi tipo di “intervento sarebbe un grave errore”. Ma Mosca e’ intervenuta a sostegno dei pretoriani di Yanukovich: ai membri del famigerato gruppo degli agenti anti-sommossa, i ‘Berkut’, accusati di essersi macchiati di numerosi crimini nel contrastare la rivolta delle forze pro-Ue, sara’ concesso il passaporto russo.
Yanukovich e’ intervenuto da Rostov sul Don, in Russia, dove era atterrato giovedi’ notte con il suo jet privato scortato da caccia russi.

Il deposto presidente, in conferenza stampa, ha promesso di “lottare” per sconfiggere i “giovani neofascisti” che lo hanno costretto a fuggire minacciandolo, ha fatto sapere che non si candidera’ alle presidenziali di maggio, che giudica “llegittime”, e ha sferzato persino l’alleata Russia: pur auspicando che la Crimea resti parte dell’Ucraina e che non ci siano interventi militari, si e’ detto stupito del “silenzio” di Vladimir Putin e ha detto che “la Russia deve agire”.

Proprio il capo del Cremlino, in una serie di telefonate con leader occidentali, ha affermato che “bisogna evitare ogni ulteriore escalation di violenza”, auspicando “una stabilizzazione il prima possibile”.
La Procura Generale di Kiev ha anticipato che chiedera’ l’estradizione di Yanukovich dalla Russia e ha spiccato mandati di arresto per una decina di figure di spicco del suo regime.
Anche se lui ha negato di avere “conti bancari all’estero”, Austria, Svizzera e Liechtenstein hanno annunciato di aver congelato i beni suoi e di una ventina di altri ex dirigenti. Intanto l’Ue ha assicurato di essere pronta a firmare l’accordo di associazione con Kiev in qualsiasi momento, purche’ le autorita’ ucraine lo chiedano con “una decisione sovrana”.

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