Teatro Valle, niente Fondazione La prefettura boccia il riconoscimento

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Il Campidoglio punta ora ad una mediazione per liberare lo stabile

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«La richiesta non è stata accettata per difetto di presupposti». Le voci trapelate dalla Prefettura di Roma gelano il riconoscimento dello statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune. Niente da fare per il progetto giuridico del collettivo di artisti che dal giugno del 2011 hanno occupato illegittimamente lo storico stabile. Le ragioni stanno tutte in una «soggetto che non ha i requisiti richiesti dalla legge». Nell’ordinamento italiano una fondazione acquisisce la personalità giuridica solo con il «riconoscimento», un provvedimento amministrativo che compete al Prefetto di Roma.

La Fondazione Teatro Valle è stata costituita, come si legge sul sito del teatro, presso lo studio del notaio Gennaro Mariconda il 16 settembre 2013, ma oggi è stata bocciata dagli uffici di Palazzo Valentini guidati dal prefetto Giuseppe Pecoraro. A questo punto, lo scenario che schiude in mancato riconoscimento della Prefettura, è tutto nelle mani del Campidoglio: cultura sì, ma legale.

«Per noi non cambia nulla nel senso che comunque il dialogo e la riflessione rispetto al Valle che stavamo costruendo, rimane in piedi – commenta l’Assessore capitolino alla Cultura Flavia Barca – la scelta di fare una Fondazione non avrebbe autorizzato comunque la presenza degli occupanti. E per noi vale il principio della legalità. A breve avremo un appuntamento con il sindaco e nei prossimi giorni saremo in grado di dichiarare le intenzioni di Roma Capitale».

Le reazioni non sono mancate. «Aspettiamo di leggere le motivazioni del mancato riconoscimento da parte del prefetto della Fondazione Teatro Valle, ma questa decisione è uno schiaffo alla cultura e al lavoro di professionisti seri, che hanno salvato il teatro dalla chiusura», dichiara il coordinatore nazionale di Cantiere Democratico Stefano Pedica. Soddisfatto, di rimando, l’ex sindaco Gianni Alemanno: «Giusta la decisione del Prefetto di bocciare una Fondazione basata sull’illegalità. Non si può costituire una fondazione utilizzando come bene strumentale un teatro pubblico occupato ormai da troppo tempo da persone prive di ogni legittimazione sociale e culturale. Adesso, il prossimo passo è quello di riconsegnare il Teatro a Roma Capitale perché lo possa gestire per il bene comune di tutta la cittadinanza romana».

Gli fanno eco gli esponenti di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e Federico Mollicone dirigente nazionale: «Bene il Prefetto Pecoraro, adesso auspichiamo che la Corte dei Conti verifichi entità e responsabilità anche in merito ad un eventuale danno erariale. Presto al Valle finirà la commedia e tornerà il vero teatro».

Intanto, a caldo, dopo l’annuncio della bocciatura da parte della Prefettura, dal Teatro Valle si definiscono «sbalorditi». Per voce dell’attore e regista Hossein Taheri dicono «Comunque non ci fermeranno, andremo avanti con il nostro progetto».

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