Pedofilia, Onu contro il Vaticano per abusi su minori; S. Sede: verificheremo ma è linea ideologica

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La Santa Sede ha “adottato politiche che hanno permesso l’abuso sessuale sui bambini”, l’accusa dell’Onu. Replica del Vaticano: “Siamo impegnati nella difesa dei fanciulli ma no interferenze sugli insegnamenti della Chiesa”

Città del Vaticano
Città del Vaticano

Duro attacco dell’Onu alla Chiesa. Il comitato delle Nazioni Unite accusa la Santa Sede di “aver adottato politiche che hanno permesso l’abuso sessuale sui bambini”.  Si difende il Vaticano che in una nota assicura: il dossier verrà esaminato minuziosamente ma in alcuni punti “si vede la volontà di interferire con l’insegnamento della Chiesa Cattolica”. L’attacco dell’Onu Il comitato delle Nazioni Unite per i diritti dei minori ha diffuso un documento in cui chiede alla Santa Sede ad aprire delle indagini sui pedofili e sui membri del clero che hanno nascosto questi crimini. Il Comitato”, si legge nel rapporto, “è gravemente preoccupato dal fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto l’ampiezza dei crimini commessi, non abbia preso le necessarie misure per affrontare i casi di abusi sessuali e per proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato a una continuazione degli abusi e all’impunità dei responsabili”. La richiesta dell’Onu è che il Vaticano consegni i propri archivi sui casi di decine di migliaia di abusi sessuali e “rimuova immediatamente e consegni alle autorità civili tutti i prelati che siano coinvolti in abusi su minori o sospettati di esserlo”.  Il Vaticano ha violato la convenzione per i diritti dei minori, secondo il presidente del Comitato Onu per i diritti dei bimbi Kristen Sandberg. Il comitato a gennaio aveva interrogato gli esponenti del Vaticano sull’implementazione della Convenzione Onu dei diritti del bambino, il principale trattato delle Nazioni Unite per la tutela dei minori.  Vaticano: “Esamineremo dossier ma no interferenze” In una nota la Santa Sede risponde al documento dell’Onu. Le osservazioni presentate saranno sottoposte a “minuziosi studi e esami nel pieno rispetto della Convenzione nei differenti ambiti presentati dal Comitato” e che ciò avverrà “secondo il diritto e la pratica internazionale”. Tuttavia, la Santa Sede sottolinea che vede in “alcuni punti” delle osservazioni ricevute oggi un “tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa”. “La Santa Sede – conclude la nota – reitera il suo impegno a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, in linea con i principi promossi dalla Convenzione sui Diritti del Fanciullo e secondo i valori morali e religiosi offerti dalla dottrina cattolica”. In seguito, in Vaticano si è parlato di “sorpresa” per la accuse Onu. “L’aspetto negativo del documento che hanno prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede”, dice mons. Tomasi, osservatore vaticano all’Onu di Ginevra, che parla di “linea ideologica”. Di fatto, secondo l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, “il documento sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che in questi ultimi anni è stato fatto a livello di Santa Sede, con le misure prese direttamente dall’autorità dello Stato della Città del Vaticano e poi nei vari Paesi dalle singole Conferenze episcopali”. Quindi, “manca la prospettiva corretta e aggiornata che ha visto in realtà una serie di cambiamenti per la protezione dei bambini che mi pare difficile di trovare, allo stesso livello di impegno, in altre istituzioni o addirittura in altri Stati”.

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