Parigi trema, è caccia all’attentatore dalle scarpe verde fluo

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Un uomo armato ha fatto irruzione nella sede del quotidiano Libération ferendo con un colpo di fucile l’assistente di un fotografo. Due ore dopo, spari sotto la sede della banca Société Générale. L’attentatore è poi fuggito sugli Champs-Elysées con una borsa piena di bombe a mano

C_4_articolo_2010218_upiFoto1FGiornata da incubo a Parigi. Poco dopo le 10.30, un uomo armato ha fatto irruzione nel palazzo del quotidiano Libération. Ha sparato due colpi di fucile, ferendo gravemente l’assistente di un fotografo, ed è fuggito. Due ore dopo un’altra sparatoria alla Défense, all’ingresso della sede della banca Société Générale. L’uomo, che indossava scarpe verde fluo, è poi fuggito sugli Champs-Elysées con una borsa piena di bombe a mano.

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Una specie di Rambo, un ex detenuto armato fino ai denti, un killer freddo e inafferrabile: è quasi a fuoco l’identikit dell’uomo che sta seminando il panico a Parigi, dopo aver sparato a Liberation e ferito gravemente un fotografo, poi aperto il fuoco contro una banca, quindi aver preso un ostaggio. La polizia ha studiato foto e video delle telecamere di sorveglianza ma non è riuscita ad identificare il sospetto, svanito nel nulla dopo essersi fatto lasciare davanti all’elegante Hotel George V, vicino agli Champs-Elysees, da un automobilista preso in ostaggio alla Defense. Quest’ultimo è l’unico ad aver parlato all’attentatore, e la polizia lo sta torchiando. A lui, il “Rambo” avrebbe detto di essere uscito di prigione e di avere con lui una borsa “piena di esplosivi”.

E’ caccia all’uomo “dalle scarpe verdi”, questo l’unico capo d’abbigliamento costante, stando a foto e video. Venerdì scorso ha fatto irruzione nella redazione di BFM-TV, gilet scuro su maglione verde, berretto in testa. Lunedì aveva un parka color kaki e sempre lo stesso cappellino con visiera, sia quando ha seminato il terrore a Liberation, colpendo al torace e all’addome un giovane fotografo free lance che s’è trovato davanti, sia quando ha sparato contro una vetrata della Societè Generale, nel quartiere degli affari della Defense. Costante, invece, il paio di scarpe da ginnastica verdi fluorescenti, decisamente vistose. E le due borse, una per il fucile a pompa, l’altra – con tracolla trasversale – per le bombe.

La visiera del cappellino non nasconde il volto in quella che appare quasi una sfida del “Rambo” alla polizia, che non l’ha ancora identificato. Al punto che il procuratore Francois Molins ha dovuto lanciare un appello ai cittadini affinché diano informazioni che siano di aiuto alle indagini, con tanto di numero verde.

Il 23enne fotografo ferito è ancora in prognosi riservata dopo un intervento chirurgico durato sei ore, ma le lesioni interne sono state stabilizzate. I timori sono tutti ora su quelle che potrebbero essere le prossime mosse dell’attentatore, assolutamente imprevedibile: si pensava che volesse colpire i media, dopo BFM e Liberation, ma poi si è rivolto contro una banca; si e’ pensato ad un folle, ma gli inquirenti concordi affermano che si tratta di persona che ha pianificato tutto e che ha sufficiente sangue freddo da colpire e scomparire andandosene a piedi, senza troppa fretta, mescolandosi tra la folla.

In occasione della sua prima apparizione, a BFM TV, ha pronunciato una frase rivolgendosi a un giornalista e facendo uscire dal caricatore del suo fucile due cartucce: “La prossima volta non mancherò il bersaglio”. Parole che il testimone ha udito pronunciare “con calma”, ma da una persona dallo sguardo “determinato”.

Il prefetto di Parigi e il ministro dell’Interno Manuel Valls sono accorsi immediatamente nella redazione di Liberation, dove i giornalisti erano sotto shock, assicurando che il massimo sarà fatto per assicurare il colpevole alla giustizia. Il presidente Francois Hollande, in viaggio in Israele, ha chiesto a Valls di utilizzare “ogni mezzo”. Le redazioni dei principali media sono guardate a vista da agenti in divisa e in borghese, ma la città appare blindata in tutti i suoi luoghi a rischio, dove possono radunarsi persone e crearsi assembramenti, a cominciare dalle hall dei Grand hotel, come il George V, davanti al quale è stato avvistato per l’ultima volta l’attentatore. E martedì allo Stade de France c’è la delicatissima partita di ritorno tra Francia e Ucraina, alta tensione in campo per qualificarsi al Mondiale e attorno all’impianto, per scongiurare attentati.

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