Londra, 500 case riscaldate dal calore della metropolitana

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Calore recuperato da un pozzo di ventilazione e da una sottostazione elettrica

In tempi di crisi si impara a non sprecare nulla. Lo sa bene Boris Johnson, il sindaco di Londra (in carica dal maggio 2008), che oggi ha detto sì all’ampliamento di un pionieristico progetto che prevede di recuperare il calore generato nella metropolitana per riscaldare 500 case in un quartiere a nord della capitale, ad Islington.

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UN PROGETTO SOSTENUTO DA BRUXELLES. In realtà il progetto è stato già avviato e testato su 700 abitazione londinesi e, visti risultati positivi, l’Unione europea ha deciso di stanziare 1 milione di sterline, a cui si sono sommati 2,7 milioni di sterline da parte delle autorità locali, per far crescere il progetto. Un’iniziativa dai risvolti importanti, se si considera che permetterà di tagliare oltre 500 tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno, per non parlare delle riduzioni in bolletta per gli inquilini coinvolti.

ass ambiente londonCALORE DI SCARTO. Ma come funziona il sistema di riscaldamento? La rete di alimentazione e riscaldamento di Islington Council – che ora sarà ampliata – recupera il calore di scarto da un pozzo di ventilazione della Northern Line e da una sottostazione elettrica di proprietà della UK Power Networks. “Con questo progetto possiamo non solo risparmiare denaro, ma anche crescere in innovazione, occupazione e crescita in questo fiorente settore”, ha commentato Matthew Pencharz, l’assessore di ambiente ed energia di Londra.

L’ESEMPIO DI PARIGI. A ben guardare il progetto ha dei precedenti illustri, a partire dall’esempio parigino. Qui, nella capitale francese, due anni fa è stato lanciato un progetto pilota per sfruttare il calore prodotto dai passeggeri della metropolitana, unito a quello sviluppato dai treni sulle rotaie, e così riscaldare un edificio situato nei pressi del museo Pompidou e collegato alla stazione metro tramite una scalinata.
Un progetto che si basa sulla tecnologia geotermale e mira a recuperare questo calore, facendolo convogliare nelle condutture di scambio che alimentano il riscaldamento delle abitazioni.
E che, anche in questo caso, consente di tagliare di parecchio le emissioni di diossido di carbonio.

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