Istat, in Italia ci si sposa sempre meno e i maschi non lasciano mamma e papà

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ROMA – Ci si sposa di meno e i maschi non lasciano mamma e papà. Questa è la fotografia scattata dall’Istat nel 2012 sono stati celebrati in Italia 207.138 matrimoni (3,5 ogni 1.000 abitanti), 2.308 in più rispetto al 2011.

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Questo lieve aumento si inserisce in una tendenza alla diminuzione dei matrimoni in atto dal 1972. In particolare, negli ultimi 20 anni il calo annuo è stato in media dell’1,2%, mentre dal 2008 al 2011 si sono avute oltre 45 mila celebrazioni in meno (in termini relativi -4,8% annuo tra il 2007 e il 2011). Non solo, l’altro dato rilevante è il fenomeno dei “bamboccioni”, un fenomeno tutto (o quasi) al maschile. Quando si arriva ai fiori d’arancio l’età dei convolanti a nozze è decisamente più alta che in passato: attualmente gli sposi al primo matrimonio hanno, in media, quasi 34 anni e le spose quasi 31, circa 7 anni in più rispetto ai valori osservati nel 1975. Al momento del sì la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni è un fenomeno in rapida crescita: nel 2012 l’incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni è pari al 68,9%. E dopo anni di forti differenze territoriali caratterizzate da una maggiore prevalenza della separazione dei beni al Centro-Nord, nel 2012 è proprio nel Mezzogiorno che questa scelta raggiunge
livelli di incidenza superiore al dato medio nazionale. BAMBOCCIONI
Ma è soprattutto la sempre più prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze. Nel 2012 vivono nella famiglia di origine il 52,3% dei maschi e il 35% delle femmine tra 25 e 34 anni di età. In molti casi tuttavia si tratta di una scelta forzata: la difficoltà di trovare lavoro e casa non invoglia a lasciare il nido e la difficile congiuntura economica degli ultimi anni non ha certo aiutato a spiccare il volo. UNIONI DI FATTO
La minore propensione a sancire con una fede al dito l’unione è da mettere in relazione anche con la progressiva diffusione delle unioni di fatto, che da circa mezzo milione nel 2007 hanno superato il milione nel 2011-20121. In particolare sono proprio le convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili ad aver fatto registrare l’incremento più sostenuto: 594 mila nel 2011-2012. La conferma di questo mutato atteggiamento sembra pervenire anche dalle informazioni sulle coppie di fatto con figli, l’incidenza di bambini nati al di fuori del matrimonio è in continuo aumento: nel 2012 oltre un nato su 4 ha genitori non coniugati.

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