Filippine. Il ministro Bonino: “Un’italiana tra le vittime”

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L'arrivo degli aiuti

Mancano ancora all’appello due italiani. Intanto gli aiuti umanitari iniziano ad arrivare. L’Onu comunica che 107mila persone hanno ricevuto assistenza, mentre Manila fa sapere di aver individuato il luogo dove verranno ricostruite le case per gli sfollati

L'arrivo degli aiuti
L’arrivo degli aiuti

C’è anche un’italiana tra le vittime del tifone Haiyan che ha seminato morte e distruzione nelle Filippine. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, a margine di una conferenza a Milano.

La donna è stata probabilmente colpita da un infarto. Intanto, mancano ancora all’appello due italiani.

Dopo il passaggio del tifone Haiyan erano stati 14 i nostri connazionali di cui non si avevano notizie. Quanto agli ultimi due dispersi il ministro avanza anche la possibilità che “non si riescano a mettere in contatto con l’Italia perché i cellulari non funzionano” e i collegamenti sono inesistenti.

Aiuti umanitari
Continua la corsa degli aiuti umanitari a favore delle Filippine. L’Unione Europea ha annunciato un nuovo stanziamento di 7 milioni, mentre il primo ministro britannico, Cameron, ha annunciato altri 35 milioni di euro (48 milioni di dollari). “Schiereremo inoltre – ha detto – un aereo C-130 dell’aviazione militare per migliorare la circolazione del personale umanitario e rifornire degli aiuti chi ne ha più bisogno”.

Gli aiuti dall’Italia
Intanto sono stati scaricati a Cebu gli aiuti inviati ieri sera dal primo volo umanitario del ministero degli Esteri italiano, partito dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite di Dubai gestita dal Programma Alimentare Mondiale (Pam). Farmaci antidiarroici, coperte, tende e beni di prima necessità, per un totale di 14 tonnellate,  inviati a bordo di un Boeing 777.Il Pam ha gia’ inviato, dalle due basi di Dubai e di Subang, biscotti ad alto contenuto energetico, materiale per le telecomunicazioni e altri beni non alimentari.

Medici al lavoro
Sono 107,500 le persone che hanno ricevuto assistenza umanitaria nelle Filippine. La dichiarazione arriva dall’alto funzionario umanitario delle Nazioni Unite John Ging, aggiungendo che 11 team di medici stranieri e 22 filippini stanno operando sul campo. Una donna ha deciso di chiamare il suo piccolo appena nato Israele,  per riconoscenza verso i medici israeliani che l’hanno aiutata.

La ricostruzione
Intanto il governo filippino ha comunicato di aver identificato un sito di otto ettari dove verranno costruite abitazioni per gli sfollati del tifone Hayian. Il terreno è di proprietà di Tacloban, la città spazzata via dal tifone. Al momento nell’area si trovano oltre 356mila persone rimaste senza casa, ospitate in centri di assistenza sporchi e affollati. Manila ha inviato anche altri soldati e un convoglio di 52 mezzi militari e civili, con 193 soldati è partito questa mattina per Tacloban. Sul posto sono già presenti 1200 militari filippini.

Il bilancio delle vittime
Migliaia di persone sono in fuga dalle aree devastate dal tifone chiamato Yolanda dai locali. L’ultimo bilancio delle vittime accertate parla di 3.633 morti e gli sfollati arrivano quasi a due milioni. Solo il 38 per cento ha trovato rifugio nei centri di evacuazione. Il resto delle famiglie vive in rifugi precari, poiche’ quasi 400mila case sono andate distrutte. E gli spostamenti restano difficoltosi.

Molti dei sopravvissuti della provincia di Leyte, cercano di lasciare la zona a bordo di aerei o navi militari che arrivano a Tacloban, nella speranza di raggiungere Manila o la vicina provincia di Cebu.

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