Festa Unitalsi, Toscana protagonista dal Papa. Omaggio della “Nazione” al Pontefice

0
975 Numero visite

A Francesco le copie del nostro giornale dei giorni dell’elezione e della visita ad Assisi

La grande festa per i 110 anni dell’Unione

Il direttore de La Nazione Gabriele Canè dona a Papa Francesco le copie del quotidiano uscite nei giorni della sua elezione al Soglio Pontificio e della visita ad Assisi.
Il direttore de La Nazione Gabriele Canè dona a Papa Francesco le copie del quotidiano uscite nei giorni della sua elezione al Soglio Pontificio e della visita ad Assisi.

Roma, 10 novembre 2013 – TANTA TOSCANA e tanto amore, ieri nella spettacolare scenografia della Sala Paolo VI in Vaticano. E uno straordinario mix di sofferenza, solidarietà, e speranza. Protagonisti assoluti Papa Francesco e la sua umanità senza limiti, e l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) che festeggiava i suoi 110 anni nell’unico modo in cui concepisce la sua esistenza e la sua missione: a fianco dei malati.

 

Tanta Toscana guidata dal presidente fiorentino e presidente della Fondazione nazionale Unitalsi dottor Ubaldo Bocci, uomo dal cuore forte e dagli occhi dolci, accompagnato dal prezioso scrigno in cui custodisce una roccia della grotta di Lourdes. Con il prefetto di Firenze Luigi Varratta, il sottosegretario Gabriele Toccafondi, l’on. Carlo Casini, il presidente dell’Opera del Duomo Franco Lucchesi, con Alberto Giovanni Aleotti, Corrado e Giovanna Fratini e tanti altri.

 

Con Fabrizio Frizzi a firmare autografi e fare foto in attesa che la «star Francesco» entrasse in scena. Con una tavola rotonda che ha preceduto l’intervento del Papa coordinata dal direttore di Rai Sport Mauro Mazza,protagonisti Pupi Avati, il pallavolista Andrea Lucchetta, il ministro Lupi e Damiano Tommasi presidente dell’Associazione calciatori, testimoni e protagonisti del volontariato in generale e dell’Unitalsi in particolare. Poi, il Papa. Una carica umana che non conosce la fatica fisica in quasi tre ore di «pellegrinaggio» tra i malati della Sala Paolo VI.

 

E una parola altrettanto forte per ricordare il valore assoluto che ha per la Chiesa la sofferenza, e nello stesso tempo la necessità di affermare la pari dignità di chi è malato, di chi ha un handicap, all’interno della nostra società. Dignità testimoniata dal suo sorriso e dalla benedizione ai tanti presenti, ai malati e al loro enorme coraggio, ai volontari e alla loro straordinaria abnegazione.

http://www.lanazione.it

 

Notizie via email