L’ultimo saluto a Gemma: «Addio Gringo, Roma ti saluta»

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Ai funerali dell’attore a Piazza del Popolo folla di amici, personaggi dello spettacolo e gente comune

Roma rende omaggio a Giuliano Gemma, l’attore morto il primo ottobre in un incidente stradale a Cerveteri Sono iniziati questa mattina alle 10 i funerali a Piazza del Popolo nella chiesa Santa Maria dei Miracoli.

Vincenzo Livieri Ag. Toiati Camera ardente Giuliano Gemma

Attori, personaggi del mondo del cinema, dello spettacolo, ma anche tanta gente comune, ha affollato la navata della chiesa per portare l’ultimo saluto a Gemma. La Chiesa di S.Maria dei Miracoli è gremita di parenti, amici, fan, volti noti del mondo del cinema e della politica, più di 250 persone giunte a Piazza del Popolo per pregare e rendere omaggio a Giuliano Gemma.

Una folla di gente a cui bisogna aggiungere le oltre duecento persone che, grazie a maxi altoparlanti, hanno potuto seguire la Santa Messa anche dalla piazza, non trovando più posto all’interno della Chiesa. Roma amava Gemma e piange la sua scomparsa: «Addio Gringo, il rione Testaccio ti saluta», si legge su un cuscino di fiori.

Lunga e sentita l’omelia di Don Walter, sacerdote della Chiesa degli Artisti: «Ci prepariamo al distacco ma non abbiamo la tentazione di pensare che Giuliano non esista più, la sua anima continua a vivere».Lo ha descritto come «un uomo dal temperamento ironico, sensibile, con uno sguardo e un cuore puro, non era molto praticante ma credeva fortemente nell’esistenza di Dio. Il suo cane Puk è disperato, sembra non darsi pace. Amava la scultura, stava allestendo una mostra e amava molto Papa Francesco perche è un richiamo per le
persone e la Chiesa per vivere in modo semplice. Ricordiamo la sua umanità e generosità, di un uomo che non aveva capricci da divo, non si sentiva una star ma era una persona che ha donato tanto amore. Giuliano Gemma lascia il palcoscenico di questo mondo per entrare nella vita eterna».

A dare l’ultimo saluto a Giuliano Gemma, tra gli altri:
Walter Veltroni, Francesco Rutelli, l’assessore capitolino Flavia Barca, con la fascia tricolore in rappresentanza del sindaco Marino, Alessandro Cochi, ex assessore allo sport della Giunta Alemanno, gli attori Franco Nero, Fabio Testi, Leopoldo Mastelloni, Philip Leroy e il collega Bud Spencer, Fabrizio Frizzi, Alessio Boni, Silvia D’Amico, l’ex pugile Nino Benvenuti. Al termine della celebrazione, il regista Giuliano Montaldo ha dedicato a Gemma la «preghiera degli artisti».

Tra gli applausi, la seconda moglie, Baba ha letto una poesia scritta dall’attore e le due figlie, avute
dalla prima moglie Natalia morta di tumore, hanno dedicato un pensiero al loro papà: «sarebbe stato contento di vedere tutte queste persone che gli volevano bene – ha detto Vera – Era un uomo vero ma non si e mai sentito più importante di nessuno, neanche nei momenti di più grande successo, ci ha dato una lezione di umiltà». «Per me è stato un grande padre e lo ringrazierò sempre – ha aggiunto Giuliana tra le lacrime – Grazie papà».

All’uscita dalla Chiesa, sono stati allestiti due banchetti con i libri per le firme e due cornici digitali in cui scorrono le foto della vita e della carriera di Giuliano Gemma. L’uscita del feretro è stata accompagnata dalle note della colonne sonore di Una pistola per Ringo.

Ieri la camera ardente in Campidoglio. Ad accogliere la salma di Giuliano Gemma il sindaco di Roma, Ignazio Marino, l’assessore capitolino alla Cultura, Flavia Barca, insieme alla moglie dell’attore, la giornalista Baba Richerme, e alle figlie Vera e Giuliana. Nella sala della Protomoteca è stato esposto un manifesto con una foto dell’attore in bianco e nero e su uno schermo sono stati
proiettati manifesti e film: da «Il Gattopardo» a «Il ritorno di Ringo» a «Delitto d’amore» a «Il deserto dei tartari».

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