Guerriglia a Roma, dopo gli scontri tendopoli e sit-in a oltranza a Porta Pia

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ROMA – L’autorizzazione non è mai arrivata, perché nessuna richiesta per occupare e bloccare uno snodo nevralgico della viabilità della capitale, quale è piazza di Porta Pia, è stata presentata.

di Marco Pasqua

La piazza: fronte no,migranti,squatters,antagonisti
Né alla Questura e né al Comune. Quest’ultimo, in particolare, concede il permesso per l’occupazione di suolo pubblico. Ma i manifestanti che, ieri, hanno sfilato per le strade della capitale – lanciando bombe carta e oggetti contundenti contro le forze dell’ordine – non hanno chiesto nessun permesso per poter piantare circa 80 tende sulla piazza, dopo aver annunciato: «Andremo via solo quando il ministero avrà bloccato la Tav».

Per il Campidoglio la questione è meramente di ordine pubblico: «I manifestanti non hanno chiesto di poter occupare la piazza e, quindi, spetta al Prefetto seguire l’evolversi della vicenda». In altri termini, il Comune passa la palla a chi, prima di lunedì, dovrà garantire che la circolazione nella zona possa riprendere in maniera normale, ovvero Questura e Prefettura.

RISCHIO CAOS
La tendopoli coinvolge tre strade cruciali: via Nomentana, Corso d’Italia e viale del Policlinico. Ieri pomeriggio e subito dopo l’occupazione dell’area da parte dei centri sociali e dei No Tav, i vigili hanno subito dovuto deviare la circolazione sulle vie limitrofe, con grande difficoltà. Impensabile che ciò possa avvenire domani, con la riapertura degli uffici e delle scuole (gli ingorghi su via Nomentana sarebbero certi). Ma i movimenti – tra questi molti di quelli che hanno illegalmente occupato, negli ultimi mesi, vari palazzi della capitale – minacciano e promettono: «Andiamo avanti, noi non ci arrendiamo, da qui non ci si sposta. La lotta non finisce. Parte ora l’accampata sociale». Ventiquattro ore prima, un’altra piazza simbolo della capitale – piazza San Giovanni – era già stata occupata con altre tende, al termine del corteo dell’Usb che aveva attraversato, venerdì, le strade della capitale. Il Comune, intanto, promette agli stessi occupanti di Porta Pia un incontro istituzionale «sul diritto all’abitare»: «Diamo la disponibilità a dare vita ad un tavolo di confronto sui temi sollevati dalla manifestazione», spiegava il vice-sindaco, Luigi Nieri, interlocutore dei movimenti antagonisti.

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