Il presidente della Onlus: 800mila euro per gli appartamenti invece che per i bambini

0
1.023 Numero visite

Accusato di appropriazione indebita dalla Finanza. Denunciati anche due dipendenti del centro dati di cui era titolare

di Caterina Belloni

vlcsnap-2013-07-13-10h13m57s110_150-84_resizeUsava i soldi delle donazioni alla onlus di cui era presidente per comperare appartamenti o per risistemare i conti dei clienti che aveva frodato come commercialista. Un doppio raggiro, messo a segno da un professionista milanese di 60 anni,scoperto nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Lodi, che ha denunciato lui e due sue collaboratrici.

Il video della Gdf sul presidente della onlus Corriere Tv

DISTRATTI 800 MILA EURO – Secondo le indagini delle Fiamme Gialle dal 2008 a oggi l’uomo, prima come componente dell’associazione, che esiste da oltre un secolo e si occupa di assistenza ai minori abbandonati e maltrattati, poi come presidente aveva distratto a proprio favore piccole somme di denaro fino alla somma di 800mila euro. Una parte era stata utilizzata per acquistare due appartamenti a Galatone, in provincia di Lecce, poi trasformati in residence, mentre un’altra parte serviva per pagare le cartelle esattoriali che l’erario gli aveva notificato per imposte che egli non aveva onorato; la terza parte, infine, era servita per «coprire» appropriazioni indebite del professionista, che si era intascato il denaro ricevuto dai clienti di un centro servizi di Melegnano dove lavorava, per pagare appunto le tasse.

LE INDAGINI DELLE FIAMME GIALLE – Proprio dalla contestazione del mancato pagamento, arrivata da alcuni contribuenti di Melegnano, sono partite le indagini della Guardia di Finanza di Lodi. Gli investigatori hanno scoperto che le notifiche di Equitalia corrispondevano a cartelle pagate ma in ritardo. Esaminando meglio da dove fosse arrivato il pagamento, però, i finanzieri hanno capito che era giunto dai conti della onlus. Da qui glia accertamenti sui movimenti dell’ente benefico, cui nel tempo sono state assegnate donazioni da banche, da aziende e anche da benefattori facoltosi. E la scoperta che altre somme ingenti erano state utilizzate appunto per acquisizioni immobiliari o per pagare altri conti insoluti con lo Stato e persino l’anticipo sulla liquidazione di una sua dipendente. Dopo la denuncia al professionista e alle due dipedndenti, la Guardia di Finanza di Lodi è riuscita ad ottenete dal Gip della procura di Milano anche il provvedimento di sequestro per «bloccare» i due appartamenti di Lecce, che sono stati messi sotto sequestro e il cui valore, in questo periodo, ammonta a circa 400mila euro.

http://milano.corriere.it

Newsletter