M5S, la rivolta degli eletti contro il leader: l’espulsione la stabiliamo noi, non Beppe

0
1.094 Numero visite

ROMA – Il «problema» non è l’uscita a gamba tesa di Grillo, la porta sbattuta in faccia, le urla che rimbombano sul blog. Il problema al contrario è la calma. I toni posati, le parole ferme, scandite lucidamente da Adele Gambaro, la senatrice emiliana che senza scomporsi ha spiattellato in faccia al suo leader una verità che molti suoi colleghi pensano ma non dicono: «Il problema caro Beppe sei tu che insulti mentre noi lavoriamo». Parole covate dentro, che la Gambaro aveva già detto in una precedente intervista tra il primo e il secondo turno elettorale quasi ignorata.

di Claudio Marincola

20130612_gambaro_adelePEONES SUL PIEDE DI GUERRA
Che il crepuscolo di Grillo sia già cominciato lo si legge nelle facce preoccupate dei fedelissimi. «Beppe era furioso, non si teneva, chi siete voi per parlare cosi? Senza di me sareste zero, niente!», riassume lo stato d’animo del capo, Claudio Messora, il responsabile della Comunicazione in Senato. Si scopre così che l’uscita della Gambaro, all’indomani della débacle elettorale, tutto è tranne che un’improvvisata. Proprio ieri i senatori avevano votato il nuovo capogruppo Nicola Morra. 24 i voti a favore, 22 quelli a Luis Alberto Orellana a cui sono andate le preferenze dei «dialoganti» e due astenuti. Come dire che il gruppo è spaccato, anche se Morra – fortissimamente voluto da Casaleggio – appena eletto si è affrettato a spiegare esattamente il contrario, («toni a volte aspri, l’importante è restare uniti, porteremo dei correttivi»). Il caso Gambaro? «Raccoglierò tutti gli elementi e poi consulterò gli altri», ha risposto Morra, neanche fosse un detective dinanzi al corpo del reato. Il risultato del voto, le incomprensioni col capo, il quarto dissidente che si sfila nel giro di pochi giorni. Il Movimento rischia di sfarinarsi molto prima del previsto, durare meno dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini che pure durò un lampo. «Il maggior merito del M5S in questi primi mesi è stato aver influenzato positivamente le altre forze politiche», prova a rivendicare Vito Crimi. La toscana Alessandra Bencini minimizza il tonfo siciliano, un crollo con percentuali da prefisso telefonico in capoluoghi come Catania, Siracusa e Messina, dove prima si superava ampiamente il 30%: «Nell’Isola la scheda è ballerina». E ora? «Sono contraria alle espulsioni» lei prende posizione come Paola Nugnes, del resto. Ed è una frase assolutoria che si sente dire a molti 5Stelle. «Sarà l’assemblea a decidere e il web a ratificare», ricorda Laura Bottici. Ecco, il punto è questo. Che si stia preparando la fronda? Il momento, il minuto, l’ora della scissione? Il casus belli c’è già. L’espulsione decretata online. Furnari, uno dei fuoriusciti tarantini non ha dubbi, «è una questione di tempo, imploderanno».

NE RESTERANNO 140
L’uscita a gamba tesa della Gambaro ha messo in moto ieri sera l’ennesima assemblea. «Alla fine dei 163 ne resteranno circa 140», calcola uno dello staff. Grillo e Casaleggio sarebbero già preparati. La Rete ribolle: «Sì, Beppe, se vuoi saperlo per me il problema sei stato proprio tu che in passato eri il mio idolo», si legge in rete. O anche: «Bravo… continua a cacciare chiunque dica qualcosa contro, e tra un po’ non ci sarà più nessuno…». Mentre il gruppo dei pasdaran va dritto per la sua strada: «Grillo è patrimonio mondiale dell’umanità, come le Dolomiti», è la carezza del neo presidente alla Vigilanza Rai, Fico. «Abbiamo tanti nemici all’esterno, ma da sempre il vero pericolo è all’interno», dichiara guerra anche il pacioso Alessandro Di Battista. Per tutti la consegna è del silenzio, ma da ieri anche chi parla poco potrebbe generare sospetti.

http://www.ilmessaggero.it/

Newsletter