In Siria 100 mila morti dal marzo 2011

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Ieri nulla di fatto per la conferenza di pace Ginevra 2. Bonino: “L’unica via di soluzione al conflitto è la politica”

Una delle molte case sventrate dai bombardamenti a Damasco
Una delle molte case sventrate
dai bombardamenti a Damasco

Sono più di centomila le vittime del conflitto siriano dall’inizio della rivolta nel marzo 2011. Lo riferisce l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, citato da al Arabiya. Il 13 giugno scorso l’Alto commissariato Onu per i diritti umani aveva parlato di almeno 93 mila uccisi.

Ieri si è concluso con un nulla di fatto la trattativa per la conferenza di pace per porre fine al conflitto siriano . Pur invocata da più parti come unica soluzione alla crisi, la cosiddetta `Ginevra 2´ non è stata ancora convocata. Il secondo incontro in tre settimane tra il mediatore internazionale Lakdhar Brahimi e i rappresentanti di Stati Uniti e Russia a Ginevra non è riuscito a sciogliere i nodi principali, come la lista dei partecipanti, la data e la presenza al tavolo dell’Iran. Ora l’attesa si sposta sul faccia a faccia tra John Kerry e Seghiei Lavrov della prossima settimana.

Durati cinque ore, ieri i colloqui Usa-Russia-Onu sono finiti senza accordo e non è stata definita alcuna data per il prossimo incontro, ha riferito il viceministro degli Esteri russo Ghennadi Gatilov. Lo stesso Brahimi ha espresso seri dubbi sulla possibilità che la conferenza, inizialmente prevista in giugno, possa svolgersi in luglio. Russia e Usa inoltre non hanno raggiunto un’intesa sulla partecipazione dell’Iran e resta da concordare la partecipazione delle parti siriane, ha aggiunto Gatilov. Presente a Ginevra, il sottosegretario di Stato per gli Affari politici Usa Wendy Sherman non ha invece fatto commenti.

 

Susan Rice, nel corso del suo ultimo intervento in qualità di ambasciatore americano presso l’organizzazione prima di assumere l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale Barack Obama, ha denunciato oggi «L’inazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla guerra in Siria, che getta un’ombra sull’organismo». La Rice ha criticato la Russia e la Cina per aver messo il veto su tre risoluzioni che avrebbero accresciuto le pressioni sul presidente siriano Bashar Al Assad. Ma ha definito il suo lavoro «il migliore che io abbia mai avuto». Per l’incarico finora avuto dalla Rice all’Onu Obama ha nominato Samantha Power vincitrice di un Premio Pulitzer. La nomina dovrà essere confermata dal Senato. «Rimpiango in particolare il fatto che il Consiglio di Sicurezza non abbia agito in modo deciso mentre 90mila siriani venivano uccisi ed altri milioni» venivano costretti a lasciare le loro case. «L’inazione del consiglio sulla Siria è una disgrazia morale e strategica che la storia giudicherà duramente».

 

Dal canto suo, l’Onu ha comunque definito le discussioni «costruttive» e focalizzate sulle modalità per garantire che la Conferenza di Ginevra sulla Siria possa avere le migliori possibilità di successo.

Già prima dell’incontro – il secondo `trilaterale´ sulla Siria, dopo una prima riunione Onu-Usa-Russia lo scorso 5 giugno sempre a Ginevra – Brahimi era stato prudente. «Francamente – aveva detto ai giornalisti – dubito che la Conferenza si terrà entro il mese di luglio. L’opposizione siriana deve incontrarsi il 4-5 luglio e dubito che saranno pronti». «Dal nostro precedente incontro, la situazione in Siria non è migliorata» e «spero vivamente che i governi della regione e le grandi potenze, in particolare Usa e Russia, agiranno per contenere la situazione, che sta sfuggendo di mano in Siria, ma anche nella regione», ha aggiunto.

 

Il ministro degli Esteri Emma Bonino, in visita a un campo di profughi siriani in Giordania, ha ribadito che l’unica soluzione possibile per la crisi siriana «è quella politica». Per questo bisogna fare «tutti gli sforzi possibili per arrivare alla conferenza di pace `Ginevra 2´`, ha auspicato la titolare della Farnesina al termine di un incontro con il suo omologo giordano Nasser Judeh ad Amman.(

http://www.lastampa.it/

 

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