Domani in Italia la salma del capitano La Rosa

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Roma, 09-06-2013

L’aereo con le salma del capitano Giuseppe La Rosa, ucciso ieri in Afghanistan, atterrerà domani mattina all’aeroporto di Ciampino. L’arrivo, riferisce lo stato maggiore della Difesa, è previsto per le 9.30.

Il capitano Giuseppe La Rosa
Il capitano Giuseppe La Rosa

L’agguato a Farah
Un morto e tre feriti per l’ennesimo attentato ai militari italiani in Afghanistan. Non il solito ordigno piazzato sulla carreggiata, stavolta, ma una bomba a mano lanciata all’interno di un Lince da un bambino di 11 anni, se e’ vero quanto scrivono nella loro rivendicazione i talebani.

L’attentato
Erano le 10.30 locali, le 7 in Italia, ed un convoglio di militari italiani della task force sud stava rientrando nella base di Farah, nella parte piu’ meridionale e pericolosa del settore ovest dell’Afghanistan controllato dal nostro contingente. Gli istruttori del Military advisor team avevano appena svolto un’attivita’ di sostegno ai soldati afgani. All’improvviso, una esplosione scuote un blindato Lince, il primo dei tre mezzi italiani. Questa volta la particolare blindatura, che in passato ha salvato molte vite da mine ed ‘Ied’, i micidiali ordigni improvvisati, nulla ha potuto: la bomba e’ stata infatti lanciata all’interno del mezzo.

La vittima
Il capitano Giuseppe La Rosa – 31 anni, celibe, siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto e da dicembre in servizio al 3/o reggimento bersaglieri della ‘Sassari’ – e’ morto sul colpo. E’ la 53/a vittima italiana dall’inizio della missione, nel 2004. “Era un ufficiale solare, sempre disponibile. Professionalmente preparato”, lo ricorda il suo comandante, il colonnello Corrado Carlini. Alla sua seconda missione in Afghanistan, e in precedenza altre tre nei Balcani, si era da poco laureato. I genitori lo piangono in silenzio. “Un eroe”, lo definisce il ministro della Difesa Mauro, perche’ “e’ lui che si e’ frapposto, contenendo con il proprio corpo le schegge, tra l’ordigno e gli altri occupanti del mezzo. Il suo sacrificio ci rende orgogliosi”.

I feriti
Altri tre militari, appartenenti all’82/o reggimento fanteria ‘Torino’, che ha sede a Barletta, ad all’8/o bersaglieri di Caserta, sono rimasti feriti. Subito soccorsi, sono stati trasportati all’ospedale di Farah. C’e’ chi ha riportato ferite da schegge alle gambe, come il maresciallo Giovanni Siero, 44 anni originario di Desenzano del Garda ma residente nel Casertano, e chi ha avuto altri traumi e lesioni, ma “nessuno e’ in pericolo di vita”, assicurano allo Stato maggiore della Difesa.

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