Benevento, picchia i genitori per fare i regali alla fidanzata

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Il giovane, nullafacente, pretendeva crescenti somme dai familiari per raggiungere il suo scopo

BENEVENTO – I carabinieri della Stazione di Paduli nelle prime ore del pomeriggio hanno arrestato A. I., 21enne del luogo.

20130606_paduliL’arresto costituisce l’epilogo di una triste e drammatica vicenda familiare consumatasi nel circondario del Comune di Paduli. Infatti il giovane, peraltro nullafacente, dopo avere allacciato da alcuni mesi una relazione sentimentale con una ragazza 32enne della provincia di Avellino, da quel momento, per assicurarsi un minimo di indipendenza economica da poter spendere insieme alla sua compagna, ha cominciato a pretendere sempre più crescenti somme di denaro dai suoi familiari per poter raggiungere il suo scopo.

Il ragazzo è stato sempre accontentato dai familiari, ma le sue richieste, ultimamente, sono divenute sempre più insistenti ed esose al punto da incidere pesantemente sul già non florido bilancio familiare.
Per questa ragione il giovane, sordo ad ogni tentativo di ragionamento e di ritorno alla calma fatto dai familiari, per poter disporre delle somme di denaro e noncurante delle condizioni economiche della famiglia non esitava a sottoporre sua madre ed i suoi fratelli a reiterate minacce e altrettanti atti di violenza sfociati anche in lesioni personali di consistente entità.

Oggi pomeriggio l’infelice epilogo. All’ennesima e violenta richiesta di soldi, i familiari esasperati, sfiniti ed impotenti di fronte all’aggressività del parentr, hanno deciso di porre fine alla loro triste storia chiamando i carabinieri che sono immediatamente intervenuti scongiurando così ben più gravi conseguenze.
All’arrivo dei militari il giovane ha dapprima iniziato ad inveire anche contro di loro, minacciandoli violentemente fino a sfiorarne l’aggressione brandendo un coltello dalla grossa lama, per poi rinchiudersi all’interno di un capannone ubicato nei pressi della sua abitazione.

I carabinieri, resisi conto della gravità della situazione, con molta calma, si sono avvicinati al capannone e qui, dall’esterno, hanno iniziato a parlare con il giovane per ricondurlo alla ragione e alla calma riuscendoci dopo una lunga discussione durante la quale il giovane non risparmiava ripetute minacce nei confronti dei familiari.
Infatti al termine del lungo colloquio il giovane si consegnava ai carabinieri che lo conducevano in Caserma dove, dopo avere informato dall’accaduto l’Autorità Giudiziaria, lo dichiaravano in arresto sottoponendolo in regime di detenzione domiciliare in luogo diverso dalla propria abitazione, restituendo così alla tormentata famiglia la serenità e tranquillità domestica.

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