Afghanistan, morta funzionaria italiana

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Barbara De Anna era stata vittima
di un attentato il 24 maggio: aveva
riportato ustioni sull’80% del corpo.
Lavorava per l’Organizzazione
internazionale delle migrazioni

Nella foto tratta dal web, Barbara De Anna, la funzionaria italiana dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) deceduta in seguito alle ferite riportate a fine maggio dopo un attacco dei talebani a Kabul
Nella foto tratta dal web, Barbara De Anna, la funzionaria italiana dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) deceduta in seguito alle ferite riportate a fine maggio dopo un attacco dei talebani a Kabul

È morta Barbara De Anna, la funzionaria dell’Oim (l’Organizzazione internazionale delle migrazioni ) ferita a fine maggio in un attacco dei talebani a Kabul. E’ deceduta all’ospedale di Ramstein, in Germania, dove era stata trasferita a seguito dell’attacco in cui aveva riportato ustioni sull’80% del corpo. Lo ha confermato il portavoce dell’Oim, Chris Lom.

 

Pochi giorni fa il rappresentante speciale delle Nazioni Unite aveva denunciato gli attacchi contro le organizzazioni umanitarie, come quello del 24 maggio a Kabul in cui era rimasta ferita l’italiana Barbara De Anna e quello del 29 maggio contro il Comitato internazionale della Croce Rossa a Jalalabad. «Qualsiasi attacco contro le organizzazioni umanitariJE – aveva detto Jan Kubis, rappresentante speciale in Afghanistan del segretario generale dell’Onu- è un attacco diretto contro civili».

Dall’inizio dell’anno il numero delle vittime civili del conflitto in Afghanistan è aumentato del 24% rispetto allo stesso periodo del 2012. Lo ha riferito la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama). «Ho notato, con rammarico -ha detto durante una conferenza stampa a Kabul Jan Kubis, rappresentante speciale in Afghanistan del segretario generale dell’Onu- che la situazione per i civili nel Paese e per le vittime civili in relazione al conflitto non sta andando nella giusta direzione. Al contrario, la situazione sta peggiorando». Secondo i dati di Unama, citati da Kubis, 3.092 sono rimasti uccisi o feriti in Afghanistan tra il primo gennaio e il 6 giugno scorso. Il 21% delle vittime sono bambini. Si tratta, per Kubis, di un dato «inaccettabile».

Il rappresentante speciale dell’Onu in Afghanistan ha quindi denunciato come le forze antigovernative, ovvero i Talebani e gli altri gruppi dell’insorgenza, siano responsabili per il 74% delle vittime civili. Il 9% delle vittime è stato provocato dalle «forze filogovernative», quindi le forze di sicurezza afghane e le truppe della coalizione. Gli ordigni improvvisati (Ied), stando ai dati Onu, hanno provocato il 41% delle vittime civili. Secondo Kubis, inoltre, è cresciuto del 42% rispetto allo scorso anno il numero di omicidi mirati ai danni dei civili.

http://www.lastampa.it

 

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