A Palazzo Madama debuttano i tesori dell’Ermitage

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MAURIZIO LUPO

Cinque secoli di arte cristiana in mostra a Palazzo Madama
Cinque secoli di arte cristiana in mostra a Palazzo Madama

I tesori del «Re dei Collezionisti» da oggi sono esposti a Palazzo Madama. Sono capolavori d’arte antica, provenienti da tutta l’Europa, riuniti nell’Ottocento dal ricchissimo esteta russo Alexandre Petrovic Basilewsky nella sua casa parigina di rue Blanche 31.

Hanno lasciato per la prima volta il Museo Ermitage di San Pietroburgo, dove li volle a tutti i costi lo Zar Nicola II, dopo averli acquistati da Basilewsky l’11 novembre 1884, per oltre cinque milioni di franchi.

Le meraviglie

Il monarca organizzò un treno apposito che trasportò in russia 800 meraviglie, fra smalti, bronzi, oreficerie e avori. L’ Ermitage li accolse in venti sale, dove costituirono la «Sezione del Medioevo e del Rinascimento». Il mondo intero li invidiava alla Russia zarista. Tanto che in seguito i comunisti di Stalin cercarono di trarne profitto con una parziale vendita.

Scelsero 25 fra le opere più preziose e le misero sul mercato. Le acquistarono il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum di New York e la collezione del barone Thyssen al Rijkmuseum di Amsterdam. Per fortuna le altre opere non vennero disperse. Ora 85 di esse hanno raggiunto Torino, per fare sfoggio di sè nella mostra «Il collezionista di meraviglie». È la rassegna che il Museo guidato da Enrica Pagella, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, dedica fino al 13 ottobre «All’Ermitage di Basilewky». Nasce da un accordo siglato con il museo russo.«Fa parte di una strategia – dice Fassino – che punta a fare di Torino una capitale culturale al centro di fitte relazioni internazionali». L’intesa offre l’occasione di ammirare beni rarissimi , molti dei quali mai più esposti in Europa dal 1885.

 

Il ministro

La mostra è stata inaugurata dal ministro ai Beni Culturali Massimo Bray, insieme a Piero Fassino e al direttore del l’Ermitage Michail Piotrovsky, felice che i suoi «capolavori vengano accolti in una città di capolavori».

Insieme hanno presentato una collezione «simbolo». Rispecchia il gusto ottocentesco per la riscoperta del Medioevo e del Rinascimento, in un percorso dove lo studio della storia, la passione collezionistica e la nascita dei musei s’intrecciano alla grande stagione culturale che accompagnò le rivoluzioni politiche e sociali dell’età moderna.

I tesori

Basilewsky nell’accumulare i suoi tesori li concepì come «una raccolta di opere nella loro ininterrotta sequenza, dai primi saggi di arte cristiana delle catacombe fino alle sue ultime manifestazioni nel Rinascimento». Voleva dimostrare «che l’arte cristiana aveva raggiunto nel dodicesimo secolo la sua maggiore e più alta espressione». Il messaggio è palese in mostra. Fra i tesori sono memorabili un millenario corno «olifante» in avorio e un coevo ventaglio liturgico in filigrana e pietre preziose. Capolavori assoluti sono la cassetta reliquiario di Santa Valeria in smalti di Limoges e la statua reliquiario di Santo Stefano, in legno e argento dorato .

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