Nel Lazio la politica esce dalle Asl

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La politica fa un passo indietro. Nel Lazio i direttori generali di Asl, aziende ospedaliere e istituti di ricovero saranno scelti da una terna di esperti nominata dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. La Regione avrebbe diritto  di nominare due suoi rappresentati in questa commissione, ma ha rinunciato a esercitare questo potere.

zingarettiPer il presidente della Regione Nicola Zingaretti si tratta di «una rivoluzione del merito e del valore delle persone».

Inoltre diventano più stringenti i requisiti richiesti per accedere all’incarico: prima, per essere inseriti nell’elenco dei candidati, per chi proveniva dal pubblico bastava essere stato direttore di unità operativa semplice, ora solo di unità operativa complessa. Mentre prima per chi proveniva dal privato era sufficiente aver avuto la direzione di una qualunque azienda a prescindere dagli addetti e dalla forma giuridica (anche aziende individuali), ora solo se amministratore unico, amministratore delegato, o presidente di un cda di spa.

La Regione ha inoltre intrapreso un sforzo per aumentare la trasparenza delle nomine: prima le domande erano in formato cartaceo con i curricula non pubblicati on line, ora la procedura sarà interamente informatizzata.

«Apriamo una stagione nuova e  rivoluzionaria», ha detto Zingaretti. «Andremo avanti con i provvedimenti ma intanto mettiamo una pietra miliare per la costruzione di nuova classe  dirigente della sanità del Lazio basata sulla qualità. Selezionare le persone giuste è il primo passo per nuovo modello e per restituire fiducia a cittadini».

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