Caos Imu, allarme Caf per 100mila: hanno pagato dovranno rifare il 730

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ROMA – È il solito paradosso all’italiana. Viene rinviata in extremis la tassa sulla casa e scoppia il caos. Come prevedibile, lo slittamento ha generato una gran confusione in un Paese che ha il record mondiale degli adempimenti fiscali.

di Umberto Mancini

Ed ora per migliaia di contribuenti non sarà facile mettersi in regola, riscrivere la dichiarazione, pagare quanto dovuto. Insomma, c’è il rischio ingorgo. A lanciare l’allarme sono proprio i centri di assistenza fiscale che hanno messo in luce come sia scattata una corsa contro il tempo per pagare la tassa sulla seconda casa dopo il decreto del governo che ha cambiato le regole.

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NUOVE REGOLE
Sono circa 7 milioni gli italiani che nelle prossime settimane si rivolgeranno ai Caf. Peccato che ad oggi non siano ancora disponibili i codici tributo, senza i quali non si può pagare, e non ci sia chiarezza sulle aliquote da applicare. Da qui la richiesta di una mini proroga rispetto alla scadenza del 16 giugno. Vista la situazione di incertezza è probabile che il governo possa pensare anche ad una proroga. Di certo la questione è aperta anche perché ulteriori interrogativi sono legati al varo della riforma complessiva. Ma di questo se ne riparlerà a fine agosto.

CHI HA AVUTO FRETTA
Ci sono oltre 100.000 contribuenti che hanno già pagato l’Imu sulla prima casa, facendo la compensazione nel 730. Adesso se vorranno recuperare quel credito fiscale dovranno rifare la dichiarazione dei redditi in fretta e furia, ovvero entro il 31 maggio. Anche qui i margini sono davvero stretti. E questo perché i centri di assistenza fiscale hanno dato ai proprietari di immobili gli F24 per i pagamenti telematici dell’Imu ma senza i cosiddetti «codici tributo» e senza altre indicazioni perché non si sapeva esattamente chi avrebbe pagato e chi no. Quasi scontato quindi che proprio dal coordinatore della consulta dei caf, Valeriano Canepari, arrivi la richiesta di uno slittamento. Spiega: «Quattro settimane di tempo, da oggi al 16 giugno, sono poche e abbiamo bisogno di organizzarci. Se poi non si può spostare la scadenza del 16 giugno chiediamo che per i 6-7 giorni successivi, per esempio fino al 25 giugno, la gente possa pagare l’Imu senza ulteriori sanzioni». Inoltre – aggiunge Canepari – ci auguriamo che l’Imu sulle seconde case possa essere pagata con le delibere dei Comuni già disponibili, ovvero quelle dello scorso anno perchè è troppo tardi ora per aspettare le delibere di quest’anno. Il rischio è che scoppi una confusione terribile». Purtroppo, sottolinea al Messaggero Claudio Siciliotti, ex presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, ci «troviamo in una situazione di grande incertezza, come accaduto del resto altre volte, non si capisce soprattutto quello che accadrà a settembre con l’Imu e dove verranno reperite le risorse se la tassa verrà cancellata».

LA RIFORMA
Un altro tema aperto riguarda la fissazione al 16 settembre della rata da pagare anche per le case di abitazione, con o senza l’attesa riforma. «Considerato che il governo si è dato tempo fino al 31 agosto per la riforma della tassazione è impensabile che poi i cittadini abbiano solo 16 giorni di tempo per provvedere al pagamento dell’imposta», avverte Canepari che chiede di «spostare la scadenza almeno ad ottobre».

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