Lamborghini, compie 50 anni la leggenda del Toro

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di Ilaria Vesentini

Cent’anni di innovazione in metà del tempo. È questo il motto con cui Lamborghini festeggia quest’anno il suo 50esimo anniversario. Mezzo secolo di sfide sotto il segno del Toro e dell’eccellenza motoristica, dalla mitica Miura all’ultima richiestissima Aventador, da poco disponibile anche in edizione Roadster, passando per Urraco, Countach, Jalpa, Diablo, Murciélago, Gallardo, Reventón. Supercar che sfileranno in una corrida di 1.200 chilometri attraversando mezza Italia la seconda settimana di maggio, in occasione del “Grande Giro Lamborghini 50° anniversario”.

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Oltre 350 vetture da tutto il mondo che partiranno il prossimo 7 maggio a Milano, faranno tappa a Forte dei Marmi e a Roma e arriveranno a Bologna il successivo venerdì. Con un gran finale sabato 11 maggio a Sant’Agata Bolognese, il comune di neanche 7mila anime nella pianura bolognese che dal 1963 dà linfa al marchio e al sogno creato da Ferruccio Lamborghini.
“Ancora oggi sono le nostre radici locali e i nostri lavoratori il valore aggiunto di un mito che tutto il mondo ci invidia ed è al fortissimo legame con il territorio che dobbiamo il successo di un simbolo del lusso made in Italy sintesi di artigianalità, design e innovazione tecnologica”, sottolinea il numero di Automobili Lamborghini, Stephan Winkelmann, presentando oggi a Bologna, assieme al sindaco Virginio Merola, le iniziative per festeggiare il primo mezzo secolo di storia del casa Toro che fa parte del Gruppo Volkswagen, sotto l’egida di Audi.
Un connubio motori-città che affonda nel passato ma che sarà rinnovato in grande stile venerdì 10 maggio, all’arrivo della corsa: palazzi storici, torri, negozi del capoluogo saranno aperti fino a tarda notte; 150 ristoranti offriranno menù e materiali a tema; un concorso d’eleganza in Piazza Maggiore incoronerà la più bella quattro ruote del Toro mentre nel cortile d’onore del Comune sarà esposta la Lamborghini Aventador, la supersportiva dal motore V12 più estrema della casa automobilistica. Il compleanno proseguirà con l’apertura nella lussuosissima Galleria Cavour di una boutique monomarca e, da novembre, con la parata nel nuovo ingresso dell’aeroporto di Bologna di due vetture Lamborghini, una storica e un nuovo modello. “Un’occasione unica di promozione della nostra città metropolitana a livello internazionale attraverso vetture meravigliose che qui nascono ma che sono nostre ambasciatrici nel mondo da 50 anni”, ricorda Merola.
“Le Lamborghini non sono auto, sono opere d’arte”, commenta il sindaco di Sant’Agata Bolognese, Daniela Occhiali ringraziando l’azienda, oggi gruppo Volkswagen, per la fedeltà al territorio e “per non essersi mai accontentata”.

Una sfida costante che ha portato la fabbrica bolognese dai 10mila metri quadrati del 1963 agli attuali 60mila mq, le supercar da poche unità alle 2.083 vendute l’anno scorso. “Solo negli ultimi dieci anni – aggiunge Winkelmann – siamo cresciuti da 400 a mille collaboratori, con più di 60 persone inserite nel 2012, 30 nuovi contratti a tempo indeterminato firmati a marzo e altrettante saranno le assunzioni da qui a fine anno, soprattutto nel centro ricerca e sviluppo e nel reparto produttivo”. n exploit da leggere sotto la lente di oltre il 10% del fatturato – 469 milioni di dollari nel 2012, +45,7% in un anno – investito ogni anno in R&S. “Percentuale che è il doppio della media dell’industria automobilistica”, nota Winkelmann.
Le previsioni per questo 2013 sono in chiaroscuro, dopo un anno di crescita straordinaria: +30% di supercar vendute nel mondo e una tenuta anche nell’emorragico mercato italiano, dove le consegne totali di vetture sportive sono crollate dalle 2mila unità del 2008 alle 400 dello scorso anno. “Di queste 400, 69 arrivano dal nostro stabilimento di Sant’Agata Bolognese, un dato stabile sul 2011 e in netta controtendenza grazie agli ordini della Aventador – aggiunge l’amministratore delegato – modello che da oltre un anno registra vendite eccezionali in tutti i 50 Paesi in cui siamo presenti. Complessivamente il primo trimestre è in linea con quello dello scorso anno, Canada e Usa stanno andando meglio del previsto, Sud-Est asiatico e Medio Oriente corrono, ma in Europa sono più ombre che luci, come in Cina, nostro secondo mercato (15% dei volumi totali), dove tra concorrenza crescente e dazi sempre più alti non prevediamo aumenti di vendite”.
Ma il sogno di Ferruccio Lamborghini e la sfida del Toro al Cavallino Ferrari (e non devo dire io chi, tra i due, è l’animale più forte”, ironizza l’ad) continua. Per esempio con la nuova Aventador Roadster e con la three-off Veneno, estrema sperimentazione della biposto V12, presentato all’ultimo Salone di Ginevra, tre esemplari da 3,6 milioni di euro (più Iva) già venduti.
Ancora da definire invece il destino di Urus il suv sportivo che nei piani sarebbe dovuto diventare il terzo modello il terzo modello della casa bolognese, dopo Aventador e Gallardo. Presentato lo scorso anno al salone di Pechino in veste di concept, non si è più palesato in alcuna rassegna internazionale, come per esempio il salone di Shanghai in corso in questi giorni dove è stata, invece svelata, una Aventador in tiratura limitata battezzata non a caso “50”, una serie speciale della supercar del toro prodotta in 100 esemplari con V12 potenziato

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