Bambino Gesù, mini-cuore artificiale in attesa dell’organo vero compatibile

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I bambini che aspettano il trapianto potranno servirsi di una mini-pompa artificiale impiantata nel torace. Il dispositivo sarà destinato ai piccoli tra i 2 e i 15 anni

di CARLO PICOZZA

L'ospedale Bambin Gesù
L’ospedale Bambin Gesù

Il dispositivo, che pesa 40 grammi e non è stato ancora sperimentato, sarà destinato ai piccoli tra i 2 e i 15 anni. Ma ieri, i clinici dell’ospedale Bambino Gesù, ne hanno presentato un prototipo, forti dell’esperienza di impianti di cuori artificiali maturata dal 2002. Sperimentazione in due anni e cellule staminali per la funzione contrattile

Da allora, nel “Pediatrico” del Gianicolo, sono stati trenta gli organi meccanici extra corporei e otto quelli impiantati nel torace dei piccoli pazienti. Era il 30 settembre del 2010, quando il primo cuore artificiale permanente cominciò a pulsare nel petto di un paziente sedicenne. Ma quell’organo meccanico era destinato a un adulto. Da oggi, con il progetto “Cuore nuovo”, si potrà disporre di “organi” miniaturizzati, che pesano meno di mezzo etto, adatti cioè a bambini più piccoli.

“La sperimentazione durerà tre anni”, annuncia il primario Antonio Amodeo, “ma contiamo di arrivare alla fase clinica, con i test sui pazienti, in 24 mesi”. “Il progetto”, continua, “si avvantaggerà delle ricerche sulle cellule staminali per rigenerare il muscolo cardiaco e recuperarne la funzione contrattile”. “Nell’ultimo triennio”, aggiunge Giuseppe Profiti, presidente del Bambino Gesù, “qui sono stati eseguiti 16 impianti di cuori artificiali pediatrici su un totale di 35 in Italia; un primato che ci spinge a proseguire con responsabilità nella ricerca scientifica”.

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