Beata Elisabetta Sanna (Codrongianos (Sassari) 1788 – Roma 1857), sposa, madre di sette figli e poi vedova disabile fisica

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Terziaria francescana e aggregata del Sodalizio dell’Unione dell’Apostolato Cattolico fondato da San Vincenzo Pallotti, era la donna della misericordia. La sua vita fu una pratica continua delle opere di misericordia corporale e spirituale.

É stata beatificata a Codrongianos il 17 settembre 2016.

La ricordiamo il 17 febbraio e la si può venerare a Roma nella Chiesa di San Salvatore in Onda.

Tra le testimonianze circa i miracoli, che avrebbe fatto Elisabetta dopo la sua morte, nel libro “Vita della Venerabile serva di Dio ELISABETTA SANNA; compilata -Sulle testimonianze giuridiche del Processo Ordinario per la di lei Beatificazione e Canonizzazione- dal sacerdote Carlo Maria Orlandi” (Roma, S. Salvatore in Onda/ Tipografia Tiberina di Federico Setth, 1887) troviamo:

– “Maria Antonia Manconi vedova, dimorante in Codrongianos, la quale in una caduta da cavallo soffrì tal contusione nella testa che addivenne sorda, ed avendo sperimentato insufficienti i rimedi, dopo quattro o cinque mesi, ricorse a Dio ed alla sua Serva Elisabetta, chiedendo la grazia dell’udito, almeno per potersi confessare.

Ricordatevi (disse alla Serva di Dio) che voi mi siete commare, e che io vado a confessarmi, e vorrei almeno per questo oggetto sentire la voce del Confessore.

Fatta questa preghiera, andò alla Chiesa, ed ecco che all’ingresso della medesima, sentì la voce del Sacerdote che celebrava la Messa, e lo strascico delle persone che frequentavano la Chiesa, ma il Confessore, credendola ancora sorda, aspettò a confessarla quando la chiesa era vuota di gente, e parlando ad essa con voce alta, come prima praticava, ella disse: non esservi bisogno, perché, all’ingresso della chiesa, le era tornato l’udito, per intercessione della Serva di Dio Elisabetta, di cui riteneva un’immagine; e confessata tornò a casa, sentendo perfettamente, e perseverando ad avere buon udito” (pagine 202 e 203).

– “Un’altra donna della Parrocchia della Minerva, già conoscente della serva di Dio, avendo da dieci giorni un fanciullo affetto da reuma, pel quale era rimasto del tutto sordo, con entusiasmo disse «Adesso vedo, Elisabetta, se stai in Paradiso, e se preghi la Madonna per mio figlio» E, detto fatto, il fanciullo si addormentò , poi si sveglia, e chiama la madre, avvertendola, che suonava il campanello della porta (come veramente avveniva) e che si era sognato la Madonna, restando libero totalmente dalla sordizia” (pag. 197).

P. Vincenzo Di Blasio