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In un paio di giorni, l’intenzione di dare soccorso alla popolazione ucraina, ha fatto attivare una rapida macchina organizzativa, anzi un pullman, con a bordo don Gino Samarelli, parroco del Duomo di Molfetta, 3 autisti, un riparatore meccanico, un medico e un’infermiera bielorussa residente in Italia da anni, che in passato aveva ricevuto accoglienza tramite il Gruppo Accoglienza Bambini Bielorussia e sente perciò vicinanza e desiderio di contribuire in questa situazione.

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Susanna M. de Candia

Ieri sera, sono stati caricati sul pullman medicine, alimenti, indumenti e altri beni primari – donazioni rapide di cittadini molfettesi e non solo – e dopo il saluto del Vescovo Mons. Cornacchia – che ha ricordato il dovere sacrosanto di lanciare segnali – e del Sindaco Tommaso Minervini, si è partiti verso Udine. Destinazione: Leopoli, per recuperare una cinquantina di ucraini, tra cui anche madri con figli disabili che provengono da Kiev, due ciechi e persone che hanno familiari in Italia e che verranno accompagnati da loro durante il ritorno. L’iniziativa è nata a seguito dell’appello della Comunità di Don Orione di Foggia, ascoltato da don Gino, e celermente si è trasformata in concreta possibilità di soccorso.

Momento di preghiera e benedizione di S. E. Mons. Domenico Cornacchia ai volontari

Nella giornata odierna il parroco del Duomo e i volontari sono giunti a Santa Maria La Longa, presso il Centro don Orione, che accoglie disabili mentali, dove hanno scaricato le derrate alimentari che verranno portate in Ucraina tramite altri contatti polacchi. Lo stato d’animo attuale è un misto tra preoccupazione e senso di responsabilità, don Gino è consapevole delle difficoltà di varcare la frontiera ucraina, per via di controlli a campione con tempi poco prevedibili.

Domani mattina partiranno per giungere alla frontiera in serata, il viaggio è lungo e anche l’apprensione è tanta. Un gruppo delle persone che verranno soccorse sarà poi accolto presso il Santuario dell’Incoronata (Foggia), altri anche nella nostra diocesi, presso alcune famiglie.

È certamente una goccia nell’oceano, ma alla complessità delle situazioni si prova a rispondere con piccoli gesti concreti.

 

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